Fantasia Lindum: esplorazioni elisabettiane nell’era del prog

di Eugenio Goria

Che cosa ci fanno tre capelloni barbuti vestiti in abiti rinascimentali? La scena potrebbe sfiorare il comico se si aggiunge ai loro piedi un grosso cane sonnacchioso, e in effetti un po’di autoironia è proprio quello che ci vuole quando nel 1971 si incide un disco di brani originali che ripropone musica e strumenti di età elisabettiana. Fantasia Lindum è il terzo disco degli Amazing Blondel, uno dei migliori mai realizzati da questa band.

La fantasia a cui si riferisce il titolo dell’album è un riferimento ben preciso, e indica infatti – con uno dei non rari prestiti italiani in inglese nel campo della musica – un particolare tipo di composizione basato sull’improvvisazione. E infatti, il brano iniziale si ispira parzialmente a questi caratteri: la lunga title track è una suite di brevi composizioni in stile rinascimentale, tra cui compaiono jigs, danze, gagliarde e pavane, tutte suonate esclusivamente con strumenti dell’epoca elisabettiana. Clavicembalo, liuti e dulcimers  non sono che alcuni degli strumenti che compaiono nel disco e contribuiscono a ricreare l’atmosfera delle composizioni originali da cui gli autori hanno tratto ispirazione. Anche i brani cantati che inframezzano le parti strumentali fanno una certa figura, in quanto rispolverano con una certa sobrietà tutta britannica il genere di componimenti in uso nel Seicento inglese. Molti trattano temi amorosi con un gusto poetico sconosciuto a una buona fetta del rock commerciale; fa eccezione Celestial light (for Lincoln cathedral), una meravigliosa visione all’alba della cattedrale di Lincoln – Lindum in latino – con un’eccellente linea melodica vocale, tanto pregevole che sembra di risentirla in un più recente brano new age.

L’ascolto del disco prosegue in modo piacevole, con intelligenti intuizioni melodiche che tradiscono l’epoca in cui il disco vede la luce, lasciando intravedere a tratti l’esperienza del beat britannico e di una nascente voglia di novità che si stava orientando verso la psichedelia. Si può notare che molti gruppi britannici in questo periodo cercavano un rinnovamento proprio in quell’effetto di straniamento causato dall’uscita dal rock, ed è in quest’ottica che nascono le sperimentazioni volte alla riscoperta di tradizioni di altri tempi, inglesi e non. Si inaugura qui una sorta di new wave della musica inglese, riproposta da chi sentiva il rock del decennio precedente come una musica ormai priva di nuovi stimoli e al contrario individuava nei componimenti del passato un momento di grande originalità. Da notare che di tutti questi questi gruppi, non furono così in tanti a scegliere di suonare esclusivamente con strumenti della tradizione, preferendo lasciare ampie concessioni alle ormai solide strutture del rock inglese; una scelta di compromesso che non giovò a gruppi più radicali come gli Amazing Blondel, che a fine Settanta scomparirono in vari progetti solisti riservati a una stretta nicchia.

(08/10/2011)

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Eugenio Goria
Eugenio Goria

Caporedattore. Scrivo di musica dal 2008 su riviste storiche come "Late for the sky" e "L'Isola". Nel 2010 sono entrato a far parte di Outsiders.

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