Fanfarlo – Rooms Filled With Light

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
7.5


Voto
7.7

7.7/ 10

di Giacomo Dalla Valentina

Guardando le loro fotografie su Internet o ascoltandoli senza particolare attenzione, ci si potrebbe fare un’idea sbagliata sui Fanfarlo, quintetto londinese che tre anni fa debuttò con Reservoir: si potrebbe pensare all’ennesima band d’imitazione, l’ennesima estrinsecazione di quelle tendenze indie che ormai infestano la scena musicale con minor inventiva e capacità rispetto a quelle che manifestano. Tuttavia, non solo la ricezione dell’album di debutto, che ottenne la benedizione del concittadino David Bowie, ma la qualità stessa del loro nuovo prodotto, Rooms Filled With Light, dimostrano come questa band abbia da offrire più di quanto ci si potrebbe aspettare.
La loro musica è qualcosa che va al di là del mero processo di imitazione e rielaborazione e non si limita ad inserirsi in una scia già tracciata: i Fanfarlo si presentano come un oggetto dalle mille sfaccettature, dove è facile riconoscere citazioni ad altre realtà musicali contemporanee, come il folk tipicamente inglese alla Noah and The Whale (si ascolti Shiny Things), il rock barocco e ampolloso degli Arcade Fire (come in Lenslife, ma soprattutto in Tightrope) e al contempo l’approccio orchestrale dei Beirut. Ma il quintetto fa molto di più, imperniando la propria musica intorno ad una lirica fondata sulla voce sofferta, a volte lamentosa, dello svedese Simon Balthazar e sulla compenetrazione dei molti strumenti che non costituiscono solo un orpello, ma contribuiscono a dare alla musica quella duplicità tra prorompente energia vitale e malinconia che già ha contribuito ad offrire a Reservoir il meritato apprezzamento di critica e pubblico. La tenace volontà di non essere etichettati come l’ennesima manifestazione di una qualche tendenza, di non essere riconducibili ad uno schema stilistico-formale che non farebbe altro che sminuire i loro sforzi, si nota anche dal nome della band che, se da una parte rimanda al tono “da fanfara”, dall’altra cita una novella di Baudelaire, le Fanfarlo. La title track, Replicate, già presenta programmaticamente i tratti essenziali della loro musica: lo sperimentalismo si lega alla lega alla voce sofferta di Balthazar e al minimalismo del violino di Cathy Lucas in un’alchimia estremamente dinamica, divertente ed efficace. Non tutte le tracce, ovviamente, riescono nel loro intento: il fascino sentito e malinconico che aveva caratterizzato Reservoir, pur ancora presente in pezzi di grande pregio come Deconstruction, Tightrope e Bones, a volte lascia il passo a canzoni più scontate e mainstream come Lenslife, che ricorda particolarmente gli ultimi i Noah and the Whale di Last Night on Earth, o la spensierata Feathers. Rispetto alla forza e all’innovatività del primo album, con Rooms Filled With Light i Fanfarlo si sono stabilizzati, occupandosi di dare maggior concretezza e sottolineando tutti quegli aspetti che possono essere considerati come la loro firma, il tratto distintivo di una musica che, nella sua complessità, vivacità e vitalità non può che far sperare in risultati sempre migliori.

(23/07/2012)

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Giacomo Dalla Valentina
Giacomo Dalla Valentina

Piemontese di nascita, milanese d'adozione, studio giurisprudenza @ Statale di Milano. Appassionato lettore e collaboratore di OUTsiders.