Fabio Concato – Tutto qua

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.5


Hype
8.5


Voto
8.3

8.3/ 10

di Edoardo D'Amato

Un altro grande della musica italiana esce con un nuovo lavoro, ed è un ritorno davvero molto gradito. Dopo ben undici anni dall’ultimo disco di inediti, Ballando con Chet Baker, esce il nuovo lavoro di Fabio Concato, una delle voci più suadenti e originali del nostro panorama musicale, che negli anni ’80 faceva cantare gli italiani con Rosalina, Ti Ricordo ancora e Fiore di Maggio. Un’assenza giustificata dal cantautore milanese con i desideri di un uomo di occuparsi della famiglia, della routine quotidiana, ma c’è un altro motivo che Concato non ha nascosto: il blocco dello scrittore. Un grande artista sa quando è il momento di fermarsi per un po’, e questo che esce nel 2012 è un album davvero importante per la discografia di Concato. Ascoltandolo, mi sembra uno dei migliori lavori del cantautore milanese: la title track Tutto qua apre il disco, ed è una canzone innanzitutto attuale. E’ il manifesto programmatico dell’album, che è quasi inevitabilmente investito dalla generale situazione di crisi, che non è solo economica ma innanzitutto sociale. Quindi va pur bene parlare di spread, bund e btp, ma per capire in che epoca viviamo bisogna guardare direttamente alle persone, all’essere umano e alle nuove categorie di deboli, che la società spesso dimentica volutamente.Papier mais è magica e misteriosa allo stesso tempo, una canzone d’amore dove Concato ricorda con grande nostalgia gli errori e gli sbagli dei vent’anni. Arriva poi la grande collaborazione: per ecco le dita di Stefano Bollani.Se non fosse per la musica Non smetto di aspettarti avrebbe sicuramente dato un po’ di qualità e sentimento in più al festival di Sanremo: è una classica canzone d’amore, che a dir la verità non è la migliore del disco, ma penso che non avrebbe di certo sfigurato. In Breve racconto di moto sembra di sentire Enzo Jannacci, con la sua parlantina diretta e schietta. E’ un pezzo che piace, piace davvero tanto, e restituisce il nostro cantautore in una veste diversa. C’è anche spazio per la storia, che deve essere sempre ricordata, perchè è tramite il ricordo continuo che si può costruire un futuro: questa è Sant’Anna(di Stazzema). E il trittico finale eleva il disco a uno dei migliori del cantautore: innanzitutto L’altro di me, dove parla in prima persona e si rivolge a sé stesso, dopo undici anni di inattività. E’ il turno poi dell’amata Milano: in Stazione Nord Concato narra il film della coppia che si lascia, che si congeda con gli occhi dell’imbarazzo e della rabbia , della sofferenza e della delusione. A chiudere questo variegato lavoro è un capolavoro d’amore: è il Fabio Concato che più piace quello di Un trenino nel petto, quello che davvero non stanca mai, quello che di arriva dritto al cuore, quello che è ancora capace di amare, perchè in fondo è “il malanno più bello che c’è”.

(26/03/2012)

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Edoardo D'Amato
Edoardo D'Amato

Direttore. Classe 1990, ho visto nascere OUTsiders e ora cresce insieme a me. Collaboro anche presso il network www.fantagazzetta.com.