Extol – Extol

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
7.0


Voto
7.5

7.5/ 10

di Alekos Capelli

Per chi non li avesse mai sentiti nominare (too bad!) gli Extol sono un interessante trio norvegese, dedito al lato più progressivo e alternativo del metal estremo. Nati discograficamente sul finire del secolo scorso (Mesmerized, 1999), gli Extol si sono gradualmente ma costantemente affermati come una delle migliori realtà di quel particolare sottogenere che associa capacità compositive ed esecutive di alto profilo a un portato emozionale non indifferente. Tale sommaria descrizione non da per altro conto del ricco background musicale della band, che ha evidentemente consumato di ascolti sia il moderno prog metal (Dream Theater, Opeth) che i suoi antesignani rock (Yes, Rush, ELP), opportunamente aggiornati attraverso un’espressività di matrice death-thrash. Il terzetto norvegese possiede un songwriting vario, dinamico ma soprattutto qualitativamente ben al di sopra della media di genere, non tanto sotto il punto di vista dei meri virtuosismi, quanto piuttosto dell’immediatezza e del feeling che riescono a infondere a ogni loro brano. Extol è un disco che, a detta della stessa band, compendia e riassume i loro primi 20 anni di carriera, smussando i lati più aspri ed estremi degli esordi attraverso un comparto melodico sempre più rilevante. Fondamentale in questo senso la performance del vocalist Peter Espevoll, abile nel gestire i vari livelli espressivi richiesti, cambiando registro anche nello spazio di poche battute.

La tracklist risulta compatta e piuttosto omogenea, e le differenze più salienti fra i singoli brani sono sostanzialmente da rintracciare negli arrangiamenti, talvolta più concentrati sul lato prettamente ritmico (A Gift Beyond Human Reach, Ministers), altre sulle tessiture armoniche (Dawn Of Redemption, Unveiling The Obscure). In entrambi i casi le chitarre di Ole Børud sono l’ingrediente principale e l’indispensabile collante dell’opera, brillantemente descritta dall’etichetta (Indie Recordings) come una complessa lega metallica, che conserva sia la robustezza che la duttilità delle sue componenti.Inferenze descrittive a parte, è fuor di dubbio che il quarto e omonimo album firmato dagli Extol possegga davvero tutte le caratteristiche per espandere ulteriormente i loro orizzonti artistici (e di pubblico), non ultima una resa sonora di tutto rispetto (Jens Bogren) e un artwork come sempre altrettanto curato (Travis Smith), ulteriori qualità concrete e professionali che confermano l’elevata caratura della band.

(20/06/2013)

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Alekos Capelli
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