Europe – Bag of Bones

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
7.1


Hype
8.1


Voto
7.6

7.6/ 10

di Valerio Modica

Bag of Bones è l’album che segna il definitivo cambiamento di un vero e proprio mito degli anni 80′ gli Europe: superband svedese che ci ha lasciati singoli immortali come The final countdown e Carrie. Giunti al quarto disco dopo la reunion del 2004, ora questi rocker degni di essere posti affianco agli Dei della mitologia norrena, suonano diversamente, e finalmente creano con molta spontaneità un Hard-Heavy-Blues deciso, fresco e molto maturo.
Il primo pezzo Riches to rags ci fa capire subito che siamo di fronte a un album ben riuscito, il riff un po’ new-metal forse è gia sentito, ma il brano viaggia veloce sulle note di un potentissimo assolo di Jhon Norum. Il singolo Not supposed to sing the blues è il giusto pezzo per lanciare il disco, emana note di blues, un genere che ha influenzato non poco il sound di questo lavoro. Firebox è una perla impreziosita dal tocco psichedelico del sitar in stile Led Zeppelin, mentre Bag of Bones ha un incipit dolce e delicato che culmina in un sinuoso intreccio tra le chitarre di Norum e Joe Bonansa, chitarrista statunitense dei Black Country Communication, il quale ha apportato alla band la giusta dose di bluesy.

Gli Europe ormai sono solo le ombre di quella band di perfetti fotomodelli degli anni 80′, la loro trasformazione è scandita dalle note della tetra e malinconica Requiem/My friend My Love, o dalle esplosive Demon Head e Doghouse; è proprio il caso di dire che ormai le tastiere e quel sound melodico che faceva piangere e bagnare le mutandine alle ragazzine non esiste più, è la chitarra di Norum a farla da padrona con un Mic Michaeli che fa sfondo creando un tappeto sonoro mai banale, ma attento e ricercato.
Nell’ ultimo pezzo gli Europe accontentano i fans nostalgici componendo una bellissima ballad strappa-lacrime dove Joey Tempest seppur tenendo tonalità più basse riesce ad emozionare come ai vecchi tempi. Il disco è tra l’ altro prodotto da Kevin Shirley, un mostro sacro quando si parla di Hard-Rock, il quale ha collaborato con band del calibro degli Iron Maiden, Slayer, Aerosmith e Led Zeppelin.
Per riassumere la grandezza di questo disco sono sufficienti le parole del batterista Ian Haugland: “Se fosse una cena in un ristorante si prenderebbe 5 stelle Michelin!!!”

(06/05/2012)

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Valerio Modica
Valerio Modica

Studente di cinema al DAMS di Torino,appassionato di musica suona sia il basso che la tastiera.