Eugenio Finardi – Sessanta

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.5


Voto
8.2

8.2/ 10

di Edoardo D'Amato

Un artista immenso compie 60 anni, e per festeggiare partecipa per la terza volta al Festival di Sanremo ma soprattutto fa uscire un triplo cd che ripercorre una carriera che iniziò quarant’anni fa: Eugenio Finardi si conferma un maestro di una avanguardia spaventosa. Sessanta celebra così un artista che con il passare degli anni piace sempre di più, perchè ha assunto in sé quella aura profetica e saggia che in quest’epoca in cui il tutto si confonde con il niente è merce rara. La sua voce, calda e serena, insieme ai suoi racconti e alle sue poesie lo hanno reso uno dei migliori cantautori che il nostro paese possa vantare, ma questo già da tempo. A coronare una carriera che iniziò nel 1973, con la pubblicazione del suo primo 45 giri per la Numero Uno di Mogol e Battisti, esce questo triplo capolavoro: tre cd in cui Finardi riprende in studio pezzi della sua discografia, riarrangiando capolavori che erano già tali qualche decennio fa. Ma c’è posto anche per cinque inediti: due versioni di Nuovo Umanesimo, una di queste prodotte da Max Casacci(fondatore e produttore dei Subsonica), Why(pezzo blues classico davvero stratosferico, con la partecipazione di Joe Colombo), e poi ancora Maya, Passerà(un country davvero molto piacevole) e il pezzo sanremese E tu lo chiami Dio. Dalla discografia e da questa sorta di greatest hits non possiamo non notare lo straordinario eclettismo del cantautore milanese, che si trova a proprio agio quando si cimenta nel rock(per esempio in Mayday) ma anche nelle ballate più romantiche(Patrizia, singolo estratto da Finardi, album del 1981), per passare alle denunce sociali( si pensi a Se solo avessi proveniente dal suo primo album Non gettate oggetti dai finestrini, dove c’è una feroce critica verso la società consumistica basata sull’apparenza), fino ad arrivare alle storie più autobiografiche. Il CD1 è caratterizzato dalla presenza del repertorio più rock e hard dell’artista, ripescato soprattutto da Sugo, Diesel e Finardi: tra queste c’è anche Valeria come stai, che nella versione originale vantava un clarinetto firmato Lucio Dalla. Il basso di Quasar è poi irresistibile. Il CD2 è quello delle ballate, con gli inediti Maya e Passerà, ma anche con la struggente Non diventare grande mai con il suo finale in crescendo molto suggestivo. Infine il CD3, che si apre con l’inedito sanremese E tu lo chiami Dio. C’è tutto il grande repertorio di Finardi, i suoi veri cavalli di battaglia: è il cd di Musica ribelle e di La radio, entrambe da Sugo. Musica ribelle si conferma il manifesto di questo immenso artista: “E’ la musica, è la musica ribelle che ti vibra nelle ossa, che ti entra nella pelle, che ti dice di uscire, che ti urla di cambiare, di mollare le menate e di mettersi a lottare”. La radio nacque inizialmente come jingle per Radio Popolare, emittente radiofonica milanese di successo di sinistra fondata nel 1976. Il pezzo divenne poi simbolo delle radio libere, in piena fase di sviluppo a quel tempo. E c’è anche spazio per uno dei pezzi più conosciuti, Extraterrestre. Una commistione di generi e tematiche che plasma un lavoro che racconta 40 anni di musica, e che non fa che ribadire come Finardi sia uno dei migliori artisti in circolazione.

(23/02/2012)

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Edoardo D'Amato
Edoardo D'Amato

Direttore. Classe 1990, ho visto nascere OUTsiders e ora cresce insieme a me. Collaboro anche presso il network www.fantagazzetta.com.