Eric Prydz presents Pryda
Cirez D, Sheridan, Pryda. Chiamatelo come volete. Cambia il contorno sonoro, ma non la sostanza. Il noto dj/producer svedese Eric Prydz (questo il suo vero nome) , nonostante siano passati diversi anni da “Call On Me”( il pezzo di maggior successo della propria carriera) , continua a essere un punto fermo dello scenario EDM. Ne è nuova testimonianza Eric Prydz presents Pryda, il travagliato triplo cd che, il 22 maggio, uscirà su Virgin Records.
Il primo disco (quello composto da inediti, per intenderci) è di una semplicità disarmante, che, in questo caso, non è sinonimo di banalità. Un esempio di ciò lo si ha a partire dall’ incipit, Shadows (che ricorda vagamente “Woz Not Woz”) , dove un cantato vellutato e vari inserti elettronici bastano e avanzano per creare un loop etereo che dà subito un’accellerazione all’album. Si procede con Agag, Beyond, Javlar e Sunburst, tutte e quattro sulla scia progressiva in stile Adam K, per arrivare alle daftpunkiane Hardrock Lausanne e Leja, divise dalle incalzanti You e SW4. Il livello delle produzioni cala un po’ nella parte conclusiva del disco: Mighty Love è monocorde, mentre Allein non brilla certo per originalità. Insomma, delle ultime quattro tracce si salvano solamente You e Pjanoo, cioè i due intermazzi.
Eric Prydz nel nuovo lavoro conferma la sua immensa bravura. Del resto, lo sanno tutti. “Swedish do it better”, almeno nella musica dance.



















