Elvis Costello & The Roots – Wise Up Ghost And Other Songs

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
7.5


Voto
7.7

7.7/ 10

di Manuel Polli

costello

Quando fai una cosa terribilmente diversa da quella per la quale sei noto, la cosa può sorprendere o addirittura far arrabbiare le persone. Ma la musica non si fa in base a chi potrebbe non ascoltarla. Bisogna seguire il cuore”. Con queste parole Elvis Costello rassicurò i propri fans quantomeno incuriositi dalla sua ultima collaborazione con i The Roots, storico collettivo funky-hip hop della East Coast statunitense. Più di uno avrà pensato: che c’entrano le sincopi percussive ed i bassoni gradassi dei Roots con il cantautorato graffiante e profondamente british di Costello?

E qui la differenza la fa la qualità delle parti in campo, due mondi apparentemente distantissimi che si incontrano, si contaminano e si amalgamano a vicenda, creando un groove scuro ed avvolgente che solo due pezzi da novanta potevano creare, per un disco bello dall’inizio alla fine, senza cali e senza momenti di noia. L’album è influenzato dalle sonorità più disparate: la batteria di Guestlove disegna i breaks nei quali basso, fiati e tastiere della crew creano l’ambiente ideale per il cantato tagliente e mai banale di Elvis. Funky-soul dal sapore retrò, ma assolutamente moderno, aperture orchestrali ed elettronica, tutto senza strafare, non c’è un synth troppo invadente o un assolo troppo lungo, non c’è il classico “pezzo riempitivo” così come non c’è quell’effetto “calderone sonoro” in cui alcune band con poche idee a volte incappano (vero Muse?). Ci troviamo così di fronte al funky urbano di Refused To Be Saved, al clima claustrofobico in downtempo di Stick Out Your Tongue, al soul velato di jazz nella bellissima Viceroy’s Row mentre l’etereo xilofono di Tripwire accarezza il cantato del menestrello inglese per una ballad dolce dal retrogusto amaro. Una ventata di latino ce la regala Cinco Minutos Cos Vos, canzone che vede la partecipazione di La Marisoul del gruppo La Santa Cecilia. Troppo alto il livello qualitativo delle parti in campo per rimanere delusi, una collaborazione fruttuosa e, a modo sua, innovativa (qualche logora rockstar di casa nostra avrebbe molto da imparare da un lavoro del genere). Sicuramente Wise Up The Ghost sarà preso in considerazione parlando delle migliori uscite del 2013.

(09/10/2013)

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Manuel Polli