Efterklang – Piramida

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
7.5


Voto
7.7

7.7/ 10

di Valentina Battini

Avete mai visto la luce rifrangersi in un prisma di ghiaccio? Avete mai passeggiato su lande deserte? Se è così allora Piramida fa decisamente al caso vostro. Stiamo parlando del quarto album della band danese Efterklang. Già il significato del loro nome risulta essere particolarmente evocativo, dato che in lingua scandinava significa “rimembranza”, “riverbero”. Dobbiamo prepararci a toccare il Polo Nord con un dito e ad accogliere le suggestioni dell’aurora boreale. Piramida, in realtà, è una località sita su un isola nell’arcipelago di Svalbard,tra la Norvegia e il Polo Nord che da lì dista solo 1000 Km.  Per anni è stato un insediamento russo, grazie alla presenza di una miniera di carbone.  Dal 1998 però il posto è desolato, ma ci ha pensato il trio danese a ripopolarlo, guidato dalla ricerca di sonorità sempre nuove, percorrendo il sentiero di un continua evoluzione musicale. Chamber-pop ed elettronica  suggellano la loro unione con la tecnica del field-recording , prefigurando all’ascoltatore l’ampio scenario di un gelido nord,che sterminato gli si apre davanti agli occhi fin dalla prima traccia Hollow Mountain. L’album è caratterizzato da toni malinconici e suoni metallici di un frastuono che si infrange su bidoni derelitti. Inserti di natura orchestrale con archi ridondanti che accompagnano la voce quieta di Casper  Clausen, talvolta interrotta da falsetti (come in Sedna), spezzano le atmosfere misticheggianti dai tratti lievemente ambient.
Ad arricchire il fascino umido e decadente di un album che pare concepito in una miniera abbandonata, non  mancano influenze dark tipiche degli anni ’80, né esotismi che gli conferiscono  un sapore mittel-europeo, che fa da contrappunto a sonorità schive. Il tutto senza appesantire o rendere facilmente etichettabile un album che sembra dotato di vita propria, di un respiro che con forza squarcia un varco tra soffi di vento gelido.
Ascoltare Piramida è come passeggiare sul filo del rasoio, è come addentrarsi nella mestizia di una terra fantasma, ornata da ombre sinistre e da un sottofondo folktronico imperdibile.

(24/10/2012)

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Valentina Battini
Valentina Battini

Studentessa di giurisprudenza all'università di Catania e scrittrice a tempo perso con l'insana tendenza ad intrufolarsi in camerini e backstage. Appassionata di rock,indie e alternative.