EDX – On The Edge

Scheda
Rispetto al genere
5.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
4.0


Voto
5.3

5.3/ 10

di Matteo Monaco

Maurizio Colella, in arte EDX, si è abituato in fretta ai palcoscenici che contano. Dopo il fenomeno No Xcuses, radio supportata da Helvetic Nerds (!) con cui l’italo-svizzero ha toccato le migliori consolle del mondo, mancava solo il suggello del disco d’esordio per lanciare il cosiddetto “talento annunciato”. Fuoco alle polveri, e ci si ritrova su un patinatissimo dancefloor dove non entri senza la camicia. La fama conquistata grazie ad un house atmosferica, densa di pause e irrimediabilmente elegante, è subito confermata nell’estatica Everything, in featuring con una radiofonica Hadley. Ma è solo un capo del filo di Arianna, e l’uscita dal disco è lastricata di sensazioni in parte estranee alla gradevolezza iniziale. Non certo 2 Hearts 1 Mind, una scopiazzatura della precedente Everything di cui si sarebbe fatto a meno, e nemmeno i timidi spunti techno di Angry Heart. Colella infatti si ricorda di mettere da parte le velleità amorose, cancella il fastidioso “heart” dai titoli e cambia finalmente registro con D.A.N.C.E. : non un remix della popolare hit dei Justice, ma una riuscita miscela di synth di scuola Dirty South a inauditi vagiti lo-fi, perfetti per sfociare in una chiusa psych-techno da club londinese. Però, che fatica arrivare fin qui per ascoltare qualcosa di nuovo. Il dubbio che si insinua in ogni traccia del dj elvetico non è velato. Ci si chiede spesso quale sia lo strumento che usi per tracopiare una canzone su quella successiva, pur chiudendo entrambi gli occhi (com’è ovvio) sui testi. Forse non la vecchia carta carbone, ma è lecito supporre un semplice copia-incolla di mouse, che è opera nota e deprecabile su tutti i moderni sequencer.  Provare per credere, basta premere contemporaneamente play su Warrior e No Xcuses (sì, come la radio): solo le smussate parti di voce rovinano gli echi prodotti da due pezzi identici. Poi certo, non mancano le hit. This is your Life, con la nuova stella Nadia Ali, è confezionata per catturare milioni di fan, non senza merito della tecnica di casa EDX, mentre Love Express rinnova il gusto tribaleggiante e post-moderno dell’house dei primi ’00, colpendo nel segno tracciato dai migliori del genere. E qui i rimpianti si fanno più brucianti, perchè passi indossare gli occhiali a goccia da Top Gun e inserirsi nel più classico dei clichè discotecari, ma di cosa stiamo parlando? Da una parte la classe e l’ispirazione di Love Express, come le piccole accortezze che impreziosiscono l’epica Give it Up for Love, dall’altra il capopopolo pronto ad attaccare il disco per chiudere la serata in bacardi e flirt. La scelta è libera, ma la possibilità di arrivarci non è alla portata di tutti. EDX poteva scrivere una pagina fresca di prog-house, ma si è rifugiato nel territorio che conosce meglio, con il rischio (o la certezza?) di risultare banale come un ragazzino esperto di sequencing. L’ultimo treno deve ancora fare fermata, la speranza è che EDX non rimanga “sul bordo” in cui si è confinato.

(31/01/2012)

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Matteo Monaco

Fondatore e collaboratore permanente di OUTsiders. Scrivo per Tagli, dopo aver collaborato con Però Torino e Ondarock.

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