DVA – Pretty Ugly

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
6.5


Voto
6.8

6.8/ 10

di Mar. Val.

“Pretty Ugly”. Sembra un ossimoro ma non lo è. DVA, creativo producer britannico, è troppo intelligente per rimanere intrappolato nell’insidia della banalità. Già, perchè tutto si può dire del suo primo capitolo discografico, tranne che sia scontato.

Dodici brani che, tra fascinose linee melodiche e sussultorie alchimie ritmiche (dal grime al dubstep), risultano essere un sussidiario della rivoluzione sintetica degli ultimi anni. Il suono marcatamente house (Reach The Sun), l’infarinatura techno traballante (Polyphonic Dreams e Madness), l’inarrestabile flusso vocodico (Bare Fuzz) e, per chiudere, la perentorietà disarmante che possiedono le grandi composizioni (The Big 5ive e soprattutto Where I Belong): Ebbene sì, questo è Pretty Ugly. Ma non solo. Perchè questo lavoro ha anche dei features davvero interessanti (Fatima, Cornelia, Zaki Ibrahim, A.L, Maddix e  Muhsinah).

Il disco non stanca, anzi: nella sua semplicità offre svariate possibilità per abbatterle la monotonia.

La casa discografica Hyperdub Records (habitat di artisti come Kode9, Burial e molti altri) punta forte sull’oscuro Scratcha per incrementare il proprio prestigio nel polveroso e selvaggio Sud – Est di Londra. Vincerà la scommessa? Staremo a vedere.

(04/04/2012)

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Mar. Val.
Mar. Val.

Redattore. Studente di Sociologia all'Università di Torino. Contatti: marcovalzano@outsidersmusica.it