Django Diango – Django Django

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
7.7

7.7/ 10

di Federico Norcia

Quattro studenti d’arte “made in UK”, che a un certo punto si incontrano e decidono di mettere su una band. Un copione scritto e riscritto, letto e riletto. Eppure funziona ancora, eccome se funziona. Direttamente da Edimburgo ecco i Django Django, che con il loro primo ed omonimo lavoro sembrano già dei predestinati. Inquadrarli in un solo genere diventa difficile vista l’enorme varietà che il panorama musicale underground offre al momento. Indie? Rock Psichedelico? Elettronica? Synth-Rock? Alt-Pop? In realtà i Django Django non sono nulla di tutto ciò, ma la loro musica è una sorta di meltin’pot di tutti questi generi fusi perfettamente assieme in un’armonia di re-interpretazione ed innovazione.

 Se chiedessimo al Genius di iTunes di creare una playlist in base a Introduction (prima traccia dell’album) probabilmente ne uscirebbero brani strumentali in stile Massive Attack o Kraftwerk. Si continua con Hail Bop. Voci corali, synth elettronico e chitarra country, formano un mix di genialità pura che trasformano quella che, suonata in qualsiasi altro modo, sarebbe stata una banale traccia synth pop in un vero capolavoro di suoni ed emozioni. Ascoltando Default poi, ti vengono in mente i mitici sixties. Aggiungici un beat incalzante, che ti fa ballare già al primo ascolto, qualche artefatto computerizzato (giusto per ricordarci che siamo nel 2012) e una chitarra distorta, che non guasta mai. Blues a go-go in Firewater e Wor in cui sembra quasi di rivivere le avventure di Uma Thurman e John Travolta in Pulp Fiction. Stanchi di sixties e blues? Nessun problema. A intervallare pezzi dal sound classico ci pensano Silver Rays, Skies Over Cairo e Waveforms. Synth a manetta, beat che più elettronico di così non si può e che a tratti ricorda  lo stile usato dai Caribou nell’acclamatissimo Swim.Insomma, Django Django si propone come uno dei debutti più coloriti ed interessanti di questo 2012. La sperimentazione si lega con la melodia in un connubio dall’esito perfetto e dalle mille sfumature, mai banale e che in 13 brani porta l’ascoltatore in mille universi paralleli tra loro.

(30/08/2012)

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Federico Norcia
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