The Dirtbombs – Ooey Gooey Chewy Ka-Blooey!

Scheda
Rispetto al genere
5.0


Rispetto alla carriera
5.5


Hype
5.0


Voto
5.2

5.2/ 10

di Lorenzo Goria

dirtbombs-pic1

Era dai tempi del grande rock demenziale che un gruppo non basava interamente il materiale per un disco sulla parodia. Come i Residents allora, oggi i Dirtbombs recuperano  il pop più sfacciato per rielaborarlo in chiave noise-garage rock. Il bersaglio del gruppo di Detroit è il bubblegum, un tripudio di riff ripetitivi, testi banali e buoni sentimenti che ben si presta ad essere fatto a pezzi dalle due batterie del gruppo, come già in passato era successo alla musica techno nell’album Party Store. Annunciato nel 2003 e sempre rimandato, Ooey Gooey Chewy Ka-Blooey  era senz’altro l’album più atteso da quando si sono affermati sulla scena americana come una delle migliori band dal vivo. Ed è anche per questo motivo che l’ultimo disco dei Dirtbombs suona così deludente.

Dal punto di vista della semplice parodia, la mimetizzazione tra il gruppo moderno e una qualsiasi 1910 Fruitgum Company è quasi completa. Testi stupidi, arrangiamenti semplicissimi, a malapena vivacizzati con pesanti distorsioni e doppia sezione ritmica, ma manca un guizzo di personalità che vada al di là della semplice “melodia carina” e trasformi il disco in qualcosa di più della semplice riproposizione aggiornata di un genere che già all’epoca non era il massimo. E se anche il buon groove fa venire voglia di ballare in alcune occasioni, non siamo ripagati fino in fondo di un ascolto che dura solo mezz’ora e sembra esaurire il proprio argomento prima ancora di aver detto qualcosa.

Come molti dischi in studio di band nate sul palcoscenico, Ooey Gooey non è incisivo quanto potrebbe essere, e anche i grandi punti di forza del gruppo – le due batterie dovrebbero essere una garanzia- stentano a farsi strada tra le smancerie di un genere che mal sopporta i ritmi concitati. Senza dubbio in live molti pezzi come Sugar on top  o  Jump and Shout daranno una migliore prova di sé, ma per ora suonano solo poco ispirati e a tratti ripetitivi. Un po’ poco, per una gestazione di dieci anni.

(20/11/2013)

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Lorenzo Goria

Collaboratore poco più che occasionale, studente di liceo classico a Torino e (con ogni probabilità) OUTsider più giovane in circolazione.