Diego Perrone – Dove finisce il colore delle fotografie lasciate al sole

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.5


Voto
7.2

7.2/ 10

di Edoardo D'Amato

 Nel 2003 usciva un insperato successo commerciale che pose agli occhi del grande pubblico e della critica più esigente un testone riccio. Fu il primo(conosciuto ai più) passo di Caparezza, che dopo il suo tormentone Fuori dal tunnel pubblicava Io vengo dalla luna: proprio qui si scoprì che il genietto di Molfetta ha un corista e cantante che lo segue dappertutto. Diego Perrone(noto anche come il frontman dei Medusa e come collaboratore in tantissimi progetti che nascono spesso sotto la Mole) di strada ne ha fatta parecchio, e il 2012 è anche l’anno del suo primo album solista: Dove finisce il colore delle fotografie lasciate al sole è un album prima di tutto sperimentale, ricco di contaminazioni di generi. Intanto è un disco pop, ricco di sintetizzatori, ma si sente anche l’amore per l’elettronica più sperimentale(qualche eco dei Subsonica effettivamente c’è, compresa la passione dichiarata per i Kraftwerk), concretizzato pienamente nel 2007 quando lo stesso Perrone dava vita ai Niagara con Davide Tomat e Gabriele Ottino dei N.A.M.B.(co-produttori dell’album). L’album è ricco di spunti e riflessioni, dove si racconta di quegli angoli dove si nascondono anche “i file che cancelli dal computer, con le foto che sbiadiscono e rimangono appese nell’aria, con i vecchi amici legati a un periodo che ti sembra quasi un’altra vita dove forse eri un’altra persona. Sono nove tracce che parlano molto di me, dove anche le due cover sono brani ai quali sono legato da una scelta non solo di gusto.” Non solo due ottime cover, reinterpretate in modo molto originale(oltre a Pop life di Prince, anche il suono intimo e filosofico di Summer on a solitary beach di Franco Battiato) ma anche una collaborazione illustre con l’amico Caparezza( in versione Will.I.Am in Santo Stefano). Nove tracce fresche, semplici, e soprattutto dirette, che sanno essere riflessive(Rainy baby con il suo riff di tastiera ti prende e non ti molla più) ma anche più spensieratamente amare e ironiche allo stesso tempo(come ad esempio la traccia che apre il disco, Uno di quei giorni). Un lavoro firmato La voce del gregge, neonata etichetta discografica, una label indipendente nata dall’incontro tra Fabio Valente e Roberto Garaffa(chitarra, voce e basso degli Arsenico) con Gene Urcioli(tra l’altro primo manager de I Medusa).

(14/05/2012)

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Edoardo D'Amato
Edoardo D'Amato

Direttore. Classe 1990, ho visto nascere OUTsiders e ora cresce insieme a me. Collaboro anche presso il network www.fantagazzetta.com.