Die Antwoord – Ten$ion

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Lorenzo Li Veli

Hip hop sperimentale. La definizione può lasciare perplessi, non a torto: molte volte, i lavori così etichettati si rivelavano delle autentiche delusioni. I Die Antwoord, però, sono una piacevole sorpresa: originari di Cape Town in Sudafrica, scavalcano le barriere musicali che si frappongono tra rap ed elettronica e riescono a creare un album originale e interessante, distante dalle tanto abusate commistioni elettro hip-hop che dilagano nei lontani Stati Uniti. La band, infatti, è un esperimento unico nel suo genere: formata da due rapper e vocalist (Ninja e Yo-landi Vi$$e) e un dj (Dj Hi-Tek, che non ha nulla da spartire con il suo omonimo degli U.S.A.), si pongono come l’unione in musica di più culture: afrikaaner, inglese e xhosa. Un progetto singolare, che ha attirato l’attenzione di alcune multinazionali dello spettacolo, come la Interscope, che ha messo sotto contratto i tre artisti. Accordo rescisso dopo poco tempo, a causa delle pressioni della major per rendere i Die Antwoord più commerciabili: ennesima dimostrazione che il gruppo è una mosca bianca, una particolarità da preservare. A conferma dell’estro oltre le righe della band, la copertina del nuovo cd, Ten$ion, ha già creato scalpore: la volcalist Yo-landi, ritratta come un angelo, con un rivolo di sangue che esce dalla bocca e un cuore dilaniato tra le mani. Un’immagine forte ed esplicativa, che rispecchia a pieno l’anima dei Die Antwoord.
Ten$ion
è il seguito del fortunatissimo $o$, album autoprodotto e scaricabile gratuitamente dal loro sito, che ha dato notorietà internazionale al gruppo. Linea guida del nuovo lavoro è la scelta di optare per sonorità forti, martellanti, lontane dall’hip hop classico: il singolo di lancio I fink you freeky si ispira chiaramente alla trance. La matrice elettronica è forte, ma il risultato finale risulta coeso, omogeneo, senza una sbavatura: si riesce a creare un sottofondo musicale curatissimo spaziando in più generi, un lavoro per nulla approssimativo. Impossibile non citare Baby’s on fire, in salsa dance europea.
I due rapper per la realizzazione dell’album hanno preso spunto dalla controcultura Zef, un modo di vivere prettamente sudafricano, descritto perfettamente da Yo-landi: “Essere zef significa essere poveri, ma alla moda, sexy: in poche parole, avere stile”. La stessa Yo-landi fa della sua voce particolare, volutamente distorta, il suo marchio di fabbrica, mentre Ninja si diletta a incastrare rime ora complesse (
U make a ninja wanna fuck), ora più semplici e dirette. I due sudafricani hanno anche un intento satirico: rappresentare uno stereotipo divertente e un po’ trash, con liriche spinte e volgari, volutamente oltre il limite. Basta pensare a Fok Julle Naiers, in inglese fuck you all (è davvero necessaria la traduzione?) per rendersi conto delle liriche borderline dei due giovani artisti.
Un album interessante per un progetto valido e originale, destinato ad avere un ruolo importante all’interno della musica internazionale. I Die Antwoord sono giovani di talento, è tempo che il mondo se ne accorga.

(05/02/2012)

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Lorenzo Li Veli
Lorenzo Li Veli

Caporedattore e gestore della sezione black music. Studente della magistrale di Ingegneria Energetica @ Politecnico di Torino

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