Death Cab For Cutie – Codes and Keys

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
6.0


Voto
6.7

6.7/ 10

di Giorgio Albano

Forse mi aspettavo qualche cosa di meglio; sicuramente qualche cosa di diverso viste le dichiarazioni di Ben Gibbard e compagni che hanno preceduto l’uscita di questo lavoro. Invece il settimo album in studio del gruppo proveniente da Washington non si discosta molto dai precedenti, nonostante il grande lavoro fatto in studio (il disco è stato registrato in ben otto sale di registrazione differenti). La più grande differenza rispetto al passato è un utilizzo maggiore di tastiere e synth, che però contribuiscono solo a mettere in evidenza quello che è il lato pop e melodico del gruppo senza aggiungere nulla a quello che avevamo potuto ammirare negli album precedenti. Nonostante questa premessa non si può dire che il disco sia da buttare. I Death Cab For Cutie sono sempre stati degli ottimi compositori, migliori rispetto a tanti altri loro colleghi più o meno pubblicizzati,e anche nel 2011 rimangono tali. Il disco contiene undici tracce per un totale di quarantacinque minuti di musica. I testi sono , come al solito, incentrati sull’ amore ed insieme all’atmosfera creata dalle tastiere contribuiscono a rendere il disco più pop che indie. Molto bella la canzone omonima dell’album posizionata come seconda traccia, anche se il vero punto forte del disco è verso la metà.

 Quarta, quinta e settima traccia ( rispettivamente: “Doors Unlocked And Open”, “You Are A Tourist”, e “Monday Morning”) rimangono le migliori dell’album, anche grazie alla posizione in cui sono sistemate. La loro vicinanza contribuisce a creare un’ atmosfera piacevole e più familiare,con un sound che ricorda molto di più quello dei vecchi lavori della band.

Non è affatto un caso che in queste tracce si ritrovino i riff di chitarra che hanno caratterizzato da sempre il gruppo e da cui, nonostante gli sforzi, non sono riusciti a distaccarsi del tutto. Il vero salto di qualità viene fatto tornando al passato  e non sperimentando. In questo modo si perde un’ po’ il senso del disco, nato appunto per sperimentare. Tirando le somme il disco non è male anche se decisamente un po’ troppo pop. Fallisce l’obiettivo della sperimentazione ma mette in luce la capacità del gruppo di tirare fuori sempre un lavoro degno di essere ascoltato. Dolce e delicato, forse fin troppo.

http://www.youtube.com/watch?v=Hn7Ek6Zoa88&feature=artist

(23/09/2011)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.

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