Deafheaven – Sunbather

Scheda
Rispetto al genere
9.0


Rispetto alla carriera
9.0


Hype
7.0


Voto
8.3

8.3/ 10

di Matteo Mezzano

Io non conoscevo i Deafheaven, non sapevo nemmeno della loro esistenza, quindi prima di ascoltare il loro secondo disco Sunbather, ho ficcanasato qua e là sul web per capire cosa aspettarmi. Alternative rock più black metal. O ne esce un capolavoro o un abominio del mondo antico. Dopo quasi un’ora di viaggio lisergico devo dire che per me ne è uscito un capolavoro.
L’album si presenta molto caldo e confortante e nonostante il growl e le urla strazianti, il blast beat, la doppia cassa e i riffoni sfacciatamente black metal riesce a trasmettere un senso di serenità e tranquillità inaspettati. L’album lavora infatti attorno alla costante alternanza tra sezioni dalle sonorità piu dure, e sezioni dal chiaro gusto alternative-post rock (i casi più emblematici sono, strano ma vero, la canzone di apertura Dream House e quella di chiusura The Pecan Tree) che sembrano quasi uscite da White Pony, capaci, in opposizione alle prime, di creare una piacevole sensazione di smarrimento e malinconia (come perdersi nel buio del mattino e vedere l’alba rosata in lontananza) .
Il suono è deciso, pieno, capace di avvolgere l’ascoltatore. Ogni singolo urlo, ogni nota e ogni rumore sono al loro posto e non potrebbero  essere posizionati diversamente, tutto è infatti studiato con cura. In ultimo và detto che ogni brano dal sound più violento e pesante  è seguito da un brano più tranquillo, strumentale, a volte arricchito da sonorità più “sperimentali” (basti pensare a Windows), che suonano come un momento di pausa per tirare il fiato: questo oltre a essere una scelta compositiva interessante, aiuta anche gli ascoltatori meno abituati alle sonorità black metal (come me) a godersi il disco, senza stancare l’orecchio; grazie anche a questa scelta l’album scorre fluido senza esser troppo ripetitivo e senza esaurire la sua carica.

L’album mi è piaciuto tanto, come non avrei mai creduto mi sarebbe piaciuto un album black metal. I Deafheaven sono un gruppo da tenere d’occhio perché hanno tutte le carte in tavola per portare una ventata di aria fresca nella scena metal mondiale; quindi, nell’attesa di un nuovo lavoro, non mi resta che recuperarmi il loro primo disco Roads To Judah.
Voglio concludere con un estratto da Vertigo, invitandovi a ricercare i loro testi perché meritano veramente di essere letti.

Memories fly through the mask of your life
shielding you from time.

(22/07/2013)

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Matteo Mezzano
Matteo Mezzano

22 anni, studente di Ingegneria Nucleare al Politecnico di Torino, batterista occasionale.