[REVIEW] Danny Brown – Old

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.5


Voto
7.7

7.7/ 10

di Redazione
danny brown

Detroit State of Mind!

di Carlo Cian  –  L’eco di Detroit sempre forte e chiara: la patria della techno ha sempre saputo rispondere a tono nella contesa per il trono tra N.Y. ed L.A., anche nei duelli a base di freestyle e campionatore. I beat di J Dilla, come i D12 di Mr. Slim Shady, non hanno certamente bisogno di presentazioni. Danny Brown, classe 1981, ritorna a distanza di tre anni con OLD. Chiariamolo fin da subito; di vecchio c’è solo il titolo. La direzione stilistica, affidata alla Fool’s Gold Records, segna in maniera indelebile il sound di questa produzione. L’album ha due anime nettamente distinte tra loro. Una, omaggiata con “Gremlins” e “Side A”, corrisponde alla prima metà del disco, possiede suoni cupi e rime martellanti stile Wu-Tang Clan. L’altra invece, pesantemente influenzata da basi elettroniche che, in tracce come “Dip” e “Break It (Go)”, riescono a legarsi brillantemente con il flow rapido e frenetico. Danny dimostra di saper creare una buona alchimia tra queste due anime e di possedere un carattere indipendente, innovativo e ricercato.

(06/05/2014)

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