Danko Jones – Rock and Roll is Black and Blue

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
7.5

7.5/ 10

di Matteo Mezzano

“Perché lasciare l’America per andare nell’America Junior [Canada nda]?” si chiedeva Homer Jay Simpson. Boh, perchè c’è Danko Jones. Challenge Accepted. Tornano alla carica dopo il pregevole Below the Belt i tre di Toronto, servendoci un gustoso piatto a base del loro collaudatissimo hard rock squadrato, prepotente e irriverente. Se ce ne fosse ancora bisogno, Danko e i suoi ci dimostrano che non sempre è necessario infarcire le canzoni di virtuosismi tecnico-stilistici e voli pindarici da emicrania; quattro accordi, ritmiche easy e di facile ascolto, sonorità minimaliste, produzione non eccessiva ed ecco a voi un signor album. E avanti pedalare. Le tracce rimangono impresse anche dopo un unico ascolto, caricano di energia e si lasciano riascoltare molto volentieri; abbiamo in questo album alcune chicche veramente succose: Legs mi suona in testa oramai da diversi giorni, col suo riffone semplice e picchiato e il suo coretto di Ullalla, I Don’t Care veloce, incisiva e arrogante, e come dimenticare la melodica Always Away che aggiunge un tocco di “dolcezza” all’album. Su tutte però regna incontrastata l’imperatrice I Belived in God. Bam. Un inizio esaltante con vocioni afro, che sembrano appena uscite da una chiesa della Louisiana, un tiro che ricorda molto quella figata di Code of the Road, un sottofondo di organo che dona pienezza, e un testo più impegnato del solito rendono questa canzone la migliore dell’album e certamente una delle più belle composte da loro (First Date però continua a rullare). Non mancano però dei momenti sottotono, che si concentrano curiosamente nelle prime due tracce del CD e che all’inizio mi avevano fatto erroneamente presagire una porcheria (mea culpa).
In definitiva Rock and Roll is Black and Blue è un ottimo album consigliato a chi vuole musica di facile comprensione ma non meno potente, capace di regalare bei momenti col suo mix vincente di garage, rock, punk e qualche sfumatura di blues.

(19/10/2012)

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Matteo Mezzano
Matteo Mezzano

22 anni, studente di Ingegneria Nucleare al Politecnico di Torino, batterista occasionale.