Craxi – Dentro I Battimenti Delle Rondini

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
7.3

7.3/ 10

di Simone Picchi

Craxi senz’altro è un gran bel nome da utilizzare come monicker. Sicuramente incuriosice, anche se con il vecchio leader del PSI ha in comune solo il decesso.
Side project creato qualche anno fa da un collettivo di artisti provenienti da vari gruppi quali: Mariposa e Calibro 35 (Alessandro Fiori ed Enrico Gabrielli), Zeus! (Luca Cavina), Rosolina Mar (Andrea Belfi); possiamo parlare di “disco postumo”, con appena due anni di vita la band decide di sciogliersi, ed è un peccato. Già, perchè in questo album sono racchiuse idee eterogenee che non avrebbero trovato spazi nelle rispettive band, tra echi post-punk, pennellate di cantautorato, sperimentazioni, il tutto condito da una registrazione in presa diretta con un suono più vicino agli anni settanta che ai giorni nostri.
Rosario apre il disco con una batteria ossesionante ed ipnoti,a seguita da un canto sgraziato e straniante che fa da apripista per ciò che seguirà dopo, in un complesso di rumori pesanti e difficili da digerire che lasciano poco spazio alla positività nel senso sano del termine. Santa Brigida,insieme alla traccia precedente, è tra gli episodi più scanzonati e meno “rumorosi”, la titletrack quella più vicina al post-punk, Le ali di Alì la più compulsiva, Se me lo chiedi dolcemente la più cupa e quadrata, ma senza dubbio la più riuscita.
Un disco senza pretese che non vuol dare lezioni a nessuno. Prevalentemente una lezione di stile di artisti dal grande potenziale, che ci raccontano di storie d’amore non andate a buon fine, gli anni Ottanta, ricordi di un passato fatto di polizieschi e bicchierini di vino senza la presunzione spocchiosa e la visibilità di artisti o presunti tali del sottobosco indie odierno, con entusiasmo (un po’ particolare) e niente di più.

(21/01/2013)

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Simone Picchi

Studente di Scienze politiche a Messina, collaboratore recensore/reporter/intervistatore/factotum.