Coldplay – Mylo Xyloto

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
2.0


Hype
4.0


Voto
4.0

4/ 10

di Giorgio Albano

Eh, alla fine questo giorno è arrivato. I segnali erano già presenti da un po’, però, insieme a tanti altri fan della prima ora, mi sforzavo di non vederli. Tutto era già chiaro con “Viva la vida”; non poteva che finire così. I Coldplay hanno definitivamente abbandonato l’immagine di rock band ottima e un po’ schiva, per virare decisamente sul mondo luccicante e colorato del pop. Personalmente il mio rapporto con la musica del gruppo inglese può essere comparata al rapporto  tra una ragazzo e la sua partner: incontri una ragazza che ti sembra fantastica e ti colpisce per il suo modo di fare ( “A rush of blood to the head “ disco della consacrazione della band)

Poi cominci a  starci insieme ed il rapporto diventa più solido e maturo, meno caratterizzato dallo stupore, ma che riesce a mantenere quello che comunque lo contraddistingueva ( “ X & Y”).

Dopo di ché incomincia il declino, ma pensi che sia solo un momento e che passerà ( “Viva la Vida or Death and All His Friends”).

Alla fine capisci che non si più andare avanti (appunto “Mylo Xyloto”). Uscendo dalla metafora i Coldplay non saranno più il gruppo rock che era prima. Non voglio però cadere nel clichè di accusare il gruppo di Martin di stare cambiando. Al contrario ho sempre considerato molto coraggiosa l’ idea del frontman di voler sempre modificare il sound della band continuando un percorso, senza volersi soffermare su una miscela altamente funzionante, ma che forse sarebbe diventata ripetitiva e, alla lunga, noiosa. C’è però da dire che i Coldplay hanno preso la strada sbagliata. Il disco risulta essere poco profondo, sia dal punto di vista musicale, che testuale. Molto innovativo rispetto alla storia del gruppo,perché, come detto, segna la vera linea di svolta, ma molto più vicino al resto del materiale che si può trovare sul mercato. Capiamoci, il talento di Martin e soci non si discute ed infatti qualche bel pezzo si trova senza problemi anche nel quinto album della band, ma manca decisamente sia quel filo conduttore che legava le tracce negli scorsi cd, sia la magia che attraversava il filo e collegava tutte le canzoni in una realtà in cui nessun altro gruppo sapeva arrivare.

I Coldplay erano riusciti a trovare un equilibrio tra Indie-rock e pop che nessuno riusciva ad emulare negli ultimi anni. Piacevano a tutti ed erano “puri”, melodici ed easy-listening, ma allo stesso tempo eleganti e mai banali. Ora  metà di queste caratteristiche non ci sono più. Ripeto il disco non è male, ma da un gruppo con le potenzialità dei Coldplay ci si aspettava un lavoro più significativo e degno di rimanere nella storia. Vogliamo paragonare “In my place” o “Fix you” con “Paradise” o “Princess of China”( canzone fatta insieme alla reginetta del pop Rihanna)? Vi lascio appunto con “Paradise”…che tristezza.

(24/12/2011)

Commenta
Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.

0 Comments



Be the first to comment!


You must be logged in to post a comment.