Clinic – Free Reign

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.2

7.2/ 10

di Federico Norcia

Si sono da poco conclusi gli MTV EMA 2012 e anche io, come molti credo, inizio a soffrire i sintomi di una qualche sindrome post-depressiva. Sarà forse colpa di Justin Bieber, o forse sarà che il faccione di PSY proprio non lo digerisco (figuriamoci poi quella specie di balletto-tormentone di cui tutti sembrano andare matti). Fatto sta che ho davvero bisogno di riprendermi, di un momento di riflessione e, guarda caso, mi capita tra le mani Free Reign, il nuovo lavoro di Ade Blackburn e compagni, meglio conosciuti come Clinic.

Se Bubblegum, precedente disco della band di Liverpool, era stato una sorpresa per via del suono meno underground e più pacato del solito, questo settimo album sembra essere una sorta di ritorno alle origini.

Rock psichedelico, garage e indie si fondono insieme dando vita ad atmosfere cupe ed oscure dalle quali emergono tastiere e strumenti elettronici, quasi fossero dei raggi di sole.

La vena melodica non viene mai tralasciata e la psichedelia si fa strada tra synth e drum machine.

Vengono in mente Jim Morrison e The Doors ascoltando tracce come Misty e Seesaw, punte salienti dell’album.

E’ come una sorta di tuffo nella spirale degli anni d’oro del rock ma con un occhio sempre teso verso il futuro, verso la sperimentazione.

Ed è forse questo che ti può rallegrare la giornata.Pensare che nonostante il mainstream ci imponga Call me Maybe come “miglior canzone del 2012 (ho ancora i crampi allo stomaco) esistono ancora band che, a 15 anni dal debutto, rompono ancora il c**o a Taylor Swift e soci.

(14/11/2012)

Commenta
Federico Norcia
Federico Norcia