Clap Your Hands Say Yeah- Hysterical

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
5.0


Hype
5.0


Voto
5.3

5.3/ 10

di Matteo Monaco

Sembrava tutto finito, quattro anni fa. Due album alle spalle, il primo dei quali assurto a icona dell’indie propriamente detto, oltre che gemello preferito di un seguito troppo criticato. I Clap Your Hands Say Yeah, dal Connecticut, avevano preso la decisione più difficile, nel solito stile semplice che li aveva portati alle luci della ribalta: sciogliersi, e niente più. Anche se, durante le recenti prove soliste di Alec Ounsworth e compagni, la fiamma che aveva unito questi ex-studenti del college non si è mai spenta. Con “Hysterical” infatti, si torna a tessere una trama lasciata incompleta, con l’atteggiamento deciso di chi non  ha mai pensato di abbandonare il lavoro a metà.

A questo proposito, il singolo “Maniac” mostra una band in forma, divertita nel tornare al centro della scena. Più divertente ancora, per gli ascoltatori, rintracciare nel sound “estivo” della canzone gli spunti dei primi CYHSY, mescolati alla rielaborazione scanzonata degli epigoni Vampire Weekend. Sembrerebbe una lezione di musica, impartita da chi ha fatto la storia del genere a chi ne ha fatto temporaneamente le veci, se non si parlasse proprio dei cinque ragazzi trapiantati per lavoro a Brooklyn. Nel “romanzo corale” fatto di starlette e di vanità che è l’indie dell’East Coast, infatti, se c’è una voce che manca è proprio la loro. Gente che si è conosciuta tra i banchi di scuola, e suona per il piacere proprio e dei parenti più stretti, come ha sottolineato il leader del gruppo ad un network americano, parlando di come possa ritenersi soddisfatto, visto che i due dischi passati piacciono ancora a sua madre.

Una normalità, quella dei CYHSY, condita da un’esperienza invidiabile, che comincia dal passaparola internettiano datato 2004, fino al tour mondiale del 2007. Proprio ciò che si respira nel nuovo “Hysterical”, e ciò che lo rende a buon titolo il terzo capitolo di un’unica storia iniziata con l’omonimo debutto. Restano, oggi come ieri, le aperture di chitarra e tastiera, insieme alle confidenze dolenti di Ounsworth, a rinverdire i fasti del passato. In parallelo, però, è innegabile la presenza di un ritmo spesso più serrato, meno alternative e più rock, a sostenere il sempre più frequente abbandono del falsetto da parte del cantante.

Non sono mancate le critiche, nel tam tam mediatico che ha seguito la recente pubblicazione. Tra chi accusa i CYHSY di aver perso il tocco magico, e chi li vede disposti a tutto pur di far fruttare la fama che ancora li accompagna, dopo quattro anni di silenzio, una cosa è certa: la mamma di Ounsworth può essere orgogliosa di suo figlio.

 

(07/10/2011)

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Matteo Monaco

Fondatore e collaboratore permanente di OUTsiders. Scrivo per Tagli, dopo aver collaborato con Però Torino e Ondarock.

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