Chris Brown – Fortune

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
6.7


Hype
6.7


Voto
7.0

7/ 10

di Mar. Val.

Lui continua a essere una testa calda (seppur rasata), e il suo Fortune non sembra all’altezza dei precedenti lavori che l’hanno fatto diventare una star. Chris Brown, comunque, è tornato. E se, ascoltando il singolo Turn up the music, avete pensato che il suo nuovo disco seguisse la medesima scia sonora, probabilmente vi conviene mettervi l’anima in pace. Il genere in cui collocare questo disco è altamente diversificato: si passa dall’ r’n’b alle potenti sonorità EDM, attraversando alcuni tratti di pop sbarazzino. Per la produzione dell’album, Il cantante della Virginia al suo fianco, tra gli altri, ha voluto pezzi da novanta quali The Underdogs e Denja, che hanno un portafoglio pieno zeppo di clienti illustri (tra cui Toni Braxton, Nelly Furtado e Justin Timberlake), oltre che due capisaldi della dance nostrana, vale a dire i cugini Benassi (reduci dal successo di MDNA).
In Fortune, non si può dire che l’ex compagno di Rihanna abbia dato un taglio netto al passato. Le analogie con “F.A.M.E.” sono molte, a partire dai testi tutt’altro che ispirati. Come sempre, Chris al filone sentimentale, in cui mette in piazza il suo privato, alterna brani contenenti tematiche di dubbio gusto. Gli ingranaggi essenziali che compongono le 19 canzoni del cd (versione deluxe, che differisce da quella standard per l’aggiunta di 5 tracce) ci sono tutti. Pronti, via. Si inizia sullo stile discotecaro con la già citata Turn up the music. A seguire Bassline, in cui non mancano riferimenti a donne, motori e, persino, al “piccolo drago” (Bruce Lee). Till I Die, nella quale compaiono veri assi come Big Sean e Wiz Khalifa, ha una forte impronta hip – hop. Impossibile resisterle. Convincente pure Mirage, soprattutto perché Nas fa bene la sua parte. Il garbuglio emozionale dell’album si stringe attorno a Don’t Judge Me; eguali atmosfere percorrono le ballate 2012, Biggest Fan, Sweet Love, Struck on Stupid, 4 Years Old e Party Hard/Cadillac, che danno al pop idol l’opportunità di sfruttare al meglio la propria sensualità timbrica. Si torna nelle piste da ballo tramite i Benassi e la loro Don’t Wake Me Up, riuscita in ogni suo aspetto, e con Trumpet Lights, il punto più basso del disco (standard). Nella versione deluxe troviamo un Chris malinconico senza essere svenevole (Tell Somebody e Free Run) , ma fin troppo istrionico (Remember My Name, Wait For You e Touch Me).
In breve, Fortune è un album piacevole, pur non avendo grandi picchi. Checché se ne dica, bravo Chris Brown.

(16/07/2012)

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Mar. Val.
Mar. Val.

Redattore. Studente di Sociologia all'Università di Torino. Contatti: marcovalzano@outsidersmusica.it