[REVIEW] Caparezza – Museica

Scheda
Rispetto al genere
8.5


Rispetto alla carriera
8.5


Hype
8.0


Voto
8.3

8.3/ 10

di Simone Picchi
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Il fu Mikimix

Sesto album per il riccioluto pugliese e terzo lavoro consecutivo scritto e pensato come un concept, dopo i successi de Le Dimensioni del Mio Caos e Il Sogno Eretico. Questa volta il leitmotiv trainante è la storia dell’arte: un’ipotetica visita ad un museo nella quale sono conservate diciannove opere (tracce), attraverso tematiche e periodi storici diversi tra loro.
In un viaggio sonoro lungo più di un’ora troviamo omaggi ai grandi artisti del passato, in un continuo susseguirsi di temi e generi musicali. Le tematiche più leggere nel rock di Mica Van Gogh nella quale il pittore olandese è il mezzo di confronto per una critica alla generazione dei social network, la rap-ballad di China Town (omaggio al mondo della letteratura), il metal di Argenti vive, dove un famoso dannato della Divina Commedia risponde alle accuse di Dante. Il singolo Cover, sotto una base southern rock passa in rassegna le grandi copertine che hanno fatto la storia della musica. Da sempre Caparezza ha alternato momenti goliardici a momenti di impegno sociale e anche questa volta non fa eccezione: la traccia inserita nel bel mezzo del disco è la nervosa Canzone a metà, una critica ironica a tutto ciò che si lascia a metà per paura di fallire. Continuando per Comunque Dada dove il periodo artistico è solo l’escamotage per trattare il tema pacifista, le allegre sviolinate folk in Non Me Lo Posso Permettere, amara sintesi del momento economico attuale che si riallaccia a Compro Horror, dove la crisi economica combacia con la crisi di valori dei mezzi di comunicazione in tema di cronaca nera. L’ultima parte del disco è lo spazio dedicato allo sfogo personale: la risposta alle critiche nell’elettronica Troppo Politico, l’ammonimento verso la società odierna in E’ tardi e la presa in giro nei confronti dei critici a tutti i costi in Sfogati.
Parlare di ogni nuova uscita di Michele Salvemini, in arte Caparezza, non è facile. Artista dalle citazioni colte prestate alle masse si è staccato di dosso da diversi anni l’etichetta di rapper, soprattutto in un periodo storico nella quale il genere hip-hop fa man bassa nelle classifiche con esecutori a dir poco discutibili. Con Museica conferma la sua verve creativa, con testi sempre sopra la media e un’evoluzione sonora costante. Complice la durata elevata e qualche passaggio a vuoto, il disco non raggiunge lo status di capolavoro ma aggiunge un’altra pietra importante nel percorso musicale del fu Mikimix, con la speranza che la sua grandezza sia finalmente riconosciuta e che non sia ricordato nei secoli come “quello fuori dal tunnel”.

(06/05/2014)

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Simone Picchi

Studente di Scienze politiche a Messina, collaboratore recensore/reporter/intervistatore/factotum.