I Cani – Glamour

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
7.0


Voto
7.0

7/ 10

di Giorgio Albano

l43-cani-cani1-1107111658280_bigNiccolò Contessa e I Cani tornano due anni dopo Il sorprendente album d’esordio dei Cani, un disco che ci aveva davvero lasciati a bocca aperta. Arrivato dal nulla con il suo particolare mix di elettronica, capacità cantautorali e irriverenza, aveva scombinato le gerarchie dell’indie Made in Italy, ritagliandosi uno spazio piuttosto importante in questa particolare nicchia di mercato. I suoi pezzi stupivano per elettroniche dai ritmi sempre molto sostenuti (quasi punk) e testi che fotografavano in modo perfetto quella che era la realtà che tutti i giovani nati nei primi anni 90 vedevano intorno a loro. Inutile dire che le attese per questo secondo lavoro erano davvero altissime.

Rispetto al passato Contessa rallenta i ritmi e prova a giocarsela con un’elettronica molto più curata e meno acida, che si sposa perfettamente con i testi più impegnati che ci presenta in questo secondo lavoro. Possiamo dire da subito che il risultato gli riesce per metà. Meno easy listening del precedente, questo disco alterna canzoni molto curate, come ad esempio Non c’è niente di Twee o Lexotan, ad altre in cui il livello cala, ad esempio San Lorenzo. Come nel primo album, anche in questo secondo lavoro sono presenti due tracce con la funzione di intermezzi, all’inizio e a metà del disco. In generale, per quanto I Cani abbiano perso quella genuinità che li contraddistingueva nel passato (e questo spiace davvero tanto), si può ancora ritrovare a tratti quella magia che caratterizzava il primo lavoro e che aveva davvero colpito tanta gente. Contessa rimane sempre un ottimo scrittore, anche se i suoi testi sono forse più autobiografici e perdono la capacità di essere calzanti per tutte le persone che li ascoltavano ed automaticamente si immedesimavano in quello che descriveva. Durante l’ascolto di alcune canzoni, in Glamour, rimane sempre presente quel senso di dispiacere per quello che avrebbe potuto essere e che non è stato, almeno non completamente.

(12/11/2013)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.