Camera Oscura – Camera Oscura

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.0

7/ 10

di Redazione

camera oscura

di Marco Vittoria. Esordire oggi nel metal non è semplice. Tantomeno scontato. Serve una fotografia lucida dell’intero genere per potersi imporre con una certa personalità. Non a caso il gruppo che sta crescendo nella periferia romana si chiama Camera Oscura. Ci sono voluti un po’ di anni per trovare la formazione ideale, ma alla fine la band trova la quadra perfetta: Luca Nasetti (voce, chitarra), Alessio Cattivera (chitarra solista, cori), Giulio De Arcangelis (basso) e Fabio Claudio Ferracchiati (batteria). Prima di dare alle stampe il loro primo full lenght album hanno deciso di dare una ghiotta anteprima ai propri fans attraverso l’omonimo EP contenente ben quattro canzoni. Tutte sono caratterizzate, come nel più classico stile heavy metal, da chitarre taglienti a cui si uniscono una voce possente e una sezione ritmica formata da basso e batteria sempre precisa ed impeccabile nelle tempistiche. Le influenze della band sono varie, a cominciare dai mostri sacri del genere tipo Dio, Metallica e Megadeth.

Tuttavia, durante l’ascolto dei brani, sono evidenti richiami agli Iron Maiden e Judas Priest, che allargano il panorama anche alle sonorità della New Wave of British Heavy Metal. In Greatest Race (la prima track) appaiono inoltre forti anche i riferimenti a band scandinave quali gli Europe del periodo più recente, quello della reunion con la formazione originale per capirsi, dove le sonorità appaiono spesso più dure. Keys of Dream (la seconda) sembra uscita dal genio di Steve Harris, anche se i controcanti sono molto più simili a quelli dei Queen che agli Iron Maiden stessi. Angel Christ è invece l’unico brano totalmente in italiano che non sfigurerebbe neanche in un album dei Lacuna Coil (anche se è cantato totalmente da voci maschili). Chiude il lavoro l’ottima Soul Damned, certamente la canzone più riuscita dell’intero lavoro, in cui torna la lingua inglese, con assoli di chitarre molto incisivi e un drumming perfetto a dirigere il tutto.

Un lavoro, questo esordio dei romani Camera Oscura, sempre in bilico fra thrash e prog metal e come dicono loro stessi: “dalle sonorità nascoste di un distorsore, la band prende spunto da quei riff che hanno fatto la storia del metal occidentale, lungi dall’imitarli per compiacimento, vogliamo solo essere testimoni e apostoli dell’oscuro segreto del thrash/prog”. Da segnalare inoltre la superba qualità sonora, grazie al lavoro svolto da Alessio Cattivera, che ha mixato e ingegnerizzato il tutto e a Giuliano Radiciotti che ha materizzato l’EP presso lo StudioMastering di Roma. Come si dice: “se il buongiorno si vede dal mattino”…

(17/03/2014)

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