Calibro 35 – Traditori Di Tutti

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Simone Picchi

c35

Figli artistici dei polizieschi all’italiana degli anni 70, i Calibro 35 non sono più una sorpresa in ambito nazionale. Portatori sani delle sonorità delle colonne sonore di genere, hanno assecondato la loro passione dapprima con rivisitazioni di quest’ultime per poi buttarsi con pezzi propri, senza spostare il mirino della loro Calibro. Dopo tre album fortunati, una colonna sonora e collaborazioni in compilation varie, il 2013 è l’anno dell’esportazione fuori dai confini nazionali dopo l’esperimento newyorchese di qualche anno fa intitolato Dalla Bovisa a Brooklyn. Non è un caso la scelta dei titoli delle tracce perlopiù in inglese.
Prologue apre l’ascolto di questo nuovo lavoro, seguito dal singolo Giulia Mon Amour che rappresenta il lato frizzante ed allegro del quintetto milanese, con il solito mischiarsi di jazz, funky, rock seventies e beat. Stainless Steel insieme all’esplicita (solo nel titolo) You, Filthy Bastards! strizzano l’occhio ai Deep Purple versione classica, dove a spuntarla tra mellotron e passaggi funky sono le chitarre con una spinta in più. The Butcher’s Pride e Vendetta (con un finale a là Ennio Morricone) prendono a piene mani dal sound dei film a cui si aspirano, collegando idealmente le vecchie e nuove vie proprio nel bel mezzo della durata dell’intero disco. Pur rimanendo Fedeli alla Linea i nostri offrono spunti moderni nelle claustrofobiche Traitors e soprattutto nella conclusiva Annoying Repetitions che con Miss Livia Ussaro conclude l’album in crescendo.
Quarto album in studio, quarto centro. Stupire ancora una volta era impresa ardua, ma grazie alla bravura tecnica accompagnata ad una linfa creativa mai doma i Calibro 35 han colto il segno. Un lavoro che punta al mercato estero e all’internazionalità che il Belpaese musicale non raggiunge da troppo tempo, per confermare che Italians do it better, soprattutto quando è coltivato nel nostro orto.

(01/11/2013)

Commenta
Simone Picchi

Studente di Scienze politiche a Messina, collaboratore recensore/reporter/intervistatore/factotum.