Caitlin Rose – The Stand-In

Scheda
Rispetto al genere
6.5


Rispetto alla carriera
6.0


Hype
6.5


Voto
6.3

6.3/ 10

di Lorenzo Modica

Due colpi di chitarra per richiamare il suo primo Ep che portava il nome di Dead Flowers. Due colpi di chitarra alla Rolling Stones per poi fondersi con tanto country e soul.
Caitlin Rose dopo un avvio spensierato inizia ad avere grosse pressioni e questo album ne trasmette un po’, attraverso delle ricerche e mescolanze a cui la sua musica non sempre è abituata: il risultato è un album non troppo omogeneo.
Le pressioni arrivano da Liz Rose, ovvero sua madre, colei che scrive i brani per Taylor Swift e che nel 2010 ha vinto un Grammy Awards come Best Country Song. L’inserimento più deciso della batteria, seppur basilare, come nel brano di apertura No one to call, o in Only a clown o ancora come in Menagerie mostrano che The Stand-In è un album più grintoso, dove anche la chitarra elettrica dà spazio a suoni distorti.
Caitlin Rose, donna dalla voce elegante, ricrea scenari da locali anni ’30 con tanto di orchestra a seguito come nel brano Pink champagne, Old Numbers o come in Dallas, omaggio alla sua città natale, dove l’artista si mette nei panni di una vecchia cantante di successo ormai rimasta da sola ad affrontare la vita.
Probabilmente il lavoro della madre, ex cantante country, sta influenzando il suo lavoro e ancor di più il country della sua città di adozione, Nashville, è in procinto di fondersi con il pop più bieco e commerciale degli anni ’10 del XI secolo. Fortunatamente lo zoccolo duro della chitarra country rimane, ma ci chiediamo fino a quando reggerà.
Un album controverso: si passa velocemente da note positive a note non all’altezza di Caitlin, dubbi che vengono però sorpassati dalla sua voce, che in men che non si dica mette tutti d’accordo e rende il disco comunque piacevole all’ascolto.

(05/03/2013)

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Lorenzo Modica
Lorenzo Modica

Redattore. Scrive sul webzine OUTsiders dal 2011, frequenta la facoltà di Lingue e Letterature Straniere presso l'Università di Studi di Torino. Appassionato di rock, indie rock, e sottogeneri. Contatti: owomoyela90@gmail.com