Busy Signal – Reggae Music Again

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
9.0


Voto
7.7

7.7/ 10

di Daniele De Donno

Reggae Music Again è il nuovo album di Busy Signal, volto a insignire lo stesso del titolo di cantante a 360°: è un progetto che vede la nascita circa un paio d’anni fa, fortemente voluto da Shane Brown, produttore di Busy che ha sempre creduto nelle abilità del suo pupillo di St. Ann di saper far sua ogni sfaccettatura della reggae music, in modo che non rimanesse ancorato all’ormai vastissimo mondo del raggamuffin. Quindi niente più sterili riddim, ma chitarre, casse e rullanti, bassi ed una gran dose di sax che vanno a comporre le caraibiche melodie sulle quali Busy non fa per niente rimpiangere le sue precedenti hit di stile puramente raggamuffin come Murderer , Tic Toc o Sound Of Siren(con la collaborazione di Major Lazer). Le tracce sono introdotte e spesso intervallate da alcune asserzioni dello stesso artista che tenta di spiegare all’ascoltatore il perché di questo “apparente” cambio di rotta musicale: alla base di tutto vi è la voglia di dare spazio ad un genere che ha molto influenzato la vita di Busy e che è stata per lui un punto di partenza nella sua carriera musicale, ed inoltre, a quanto dice lo stesso, ha dato origine ad altri generi quali la dancehall e anche l’hip hop, ma soprattutto perché il reggae è un genere immortale che vive e continuerà a vivere per sempre.
Come già ampiamente detto, il genere portante dell’intero album è il reggae ma Busy Signal si cimenta anche con sonorità dub in tracce come Modern Slavery, Kingston Town e Running From Law in cui però ritornano, seppur moderatamente, sonorità più attuali e più computerizzate. La traccia che ha anticipato l’album, di cui è stato girato anche il video, è Come Over, una sensuale ballata dedicata alla sua donna, che molto ricorda sia nelle melodie che nel tema le precedenti canzoni One More Night e Sweet Love pubblicate nel precedente “D.O.B.”
La particolarità di questo album è l’uso del patois in tutte le tracce dell’album, che oltre ad essere una sorta di marchio è anche e soprattutto un espediente musicale mirato a comunicare il proprio “jamaican/black pride”, ma che in questo lavoro forse si oppone ai principi universali da sempre comunicati con il reggae: sembra quindi quasi una sorta di contraddizione  utilizzare un linguaggio non universale in uno stile di musica che per antonomasia canta i principi universali dell’amore. Questo esperimento musicale è sicuramente un buon tentativo di un cantante da sempre impegnato con le sonorità raggamuffin di cimentarsi in quello che può essere definito lo “stile madre”, ma di certo farà storcere il naso ai puristi del genere in quanto si percepisce un Busy Signal forse ancora troppo rapito dalle metriche e dallo slang tipicamente da dance hall e che non si sposa alla perfezione con il battere e levare jamaicano.

(18/04/2012)

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Daniele De Donno
Daniele De Donno

Collaboratore. D'origini salentine, trapiantato a Torino per studiare Ingegneria Energetica presso il Politecnico. Appassionato di musica Rap e Reggae/Dancehall.