Burial – Kindred

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Zoe Cristina Vassallo

Un EP di tre tracce, trenta minuti di espansioni uptempo e rumori celestiali (paradisiaci come per i nostalgici legati a Paradise Circus, di Massive Attack, remix Burial). E’ un confronto di suoni che rievocano i meandri di metropoli fumose e anonime, con la pioggia senza tuoni di quella giornate dove non c’è pace neanche tra il cemento. Sembra di sentire il movimento del vinile in tutto l’EP, di poter immaginare l’anima di uno sconosciuto che osserva la vita da una casa londinese. Le voci campionate, accentuano l’affanno e l’inquietudine, viaggi psichedelici. William (W.Bevan) crea l’ambiente, anche senza aggiungere RainyMood. L’estasi è in chiusura con “Ashtray Wasp”, si esagera con l’apertura dei crescendo, inserisce ansimanti pseudo fantasmi che riecheggiano in castelli medievali, suoni sinistri e torsioni sonore. Il ritrovo dell’EP è nel tempo battuto da bassi veloci e insensibili prima, netti e impetuosi poi. I loop di Burial lo contraddistinguono per essere accolti al momento giusto, come se quello fosse sempre stato il loro minuto. “Kindred”, (apertura del nuovo 12”) lo conferma artista di un certo calibro che concepisce in musica l’idea dell’atmosfera plumbea, ausilio di voci femminili con samples aggressivi, consistenti, massicci. A circa 6:35 minuti azzarda l’assenza di ritmi, spasmi sonori di attesa, la pioggia evidente, echi lontani e poi fracasso in sottofondo, tutto un gioco per riaprire il pezzo con un soundscape d’aspettativa. “Loner” ripresenta lo stesso scenario amletico, misterioso, il loop predominate è superbo e ricercato.

I  fan che di lui hanno fatto una religione, non vengono delusi neanche questa volta, un po’ per il fatto di non essersi allontanato dal capolavoro del 2007, “Untrue”, che aprì le porte a un diverso ramo del genere, acquistando stima e ottime recensioni dalla critica referenziata.

Dopo, solo poche collaborazioni con mostri sacri, come Thom Yorke (voce dei Radiohead), Four Tet e Massive Attack. Imperdibile l’ennesima collaborazione (Four Tet/Burial), “Nova”, sul SoundCloud  di Four Tet a soli 5 giorni più di 370 mila visualizzazioni.  Se i lavori a più mani dicono di essere la maggior rappresentazione della bravura di un artista, Burial solo o in compagnia, eccelle. Pensare che l’artista inizialmente decise di mantenere l’anonimato, voci gli affibbiavano il progetto o al precursore, scritturato negli annali, Richard D. James (per noi tutti Aphex Twin) conosciuto anche per le sue disparate produzioni sotto falsi nomi o Norman Cook (Fatboy Slim). Chi è afflitto da psicosi musicali inguaribili, dovrebbe ascoltarlo con un buon rosso e liberarsi in poltrona in un vero “trip” terapeutico.

(17/03/2012)

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Zoe Cristina Vassallo