Brunori SAS – Vol. 3 Il cammino di Santiago in taxi

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
4.0


Hype
5.0


Voto
5.0

5/ 10

di Federica Garozzo

brunori

Per certi artisti mantenersi all’altezza delle aspettative non è impresa semplice, soprattutto dopo un decorso senza macchie ed ostacoli. Il cammino di Santiago in taxi in un certo senso rassicura fin dal primo ascolto, mostrandoci entrambe le anime del cantautore già conosciute: quella malinconica a suon di pianoforte e incursioni violinistiche (Arrivederci tristezza) e quella più scanzonata, mordace, scherzosa (Mambo reazionario, Santo morto). Il singolo dal titolo tributo all’icona grunge, Kurt Cobain, non dispiace e non delude, ma, come tutto l’album, nei suoi momenti migliori non aggiunge nulla a quanto ascoltato nei dischi antecedenti. La perla del terzo volume, Maddalena e Maria, ripropone una formula che Brunori conosce e applica a regola d’arte, riportandoci alla realtà della provincia calabra, tra vecchi amori, odori nostalgici e primavere al gusto di “per sempre”. Gli strumenti a fiato colorano il brano come apponendovi la patina gialla propria delle cose antiche, accompagnati da un coro di suoni indecifrabili e giocosi. E se Brunori fosse uno chef, diremmo che i pezzi serviti in salsa retrò sono senza dubbio la sua specialità. Un’altra tappa degna di nota, anch’essa dal sapore nostalgico, è La vigilia di Natale. Per un cantore della malinconia infatti non poteva di certo non comparire tra i personaggi incontrati in questo cammino la festa malinconica par excellence, qui giano bifronte tra un passato lontano vent’anni, costellato di desideri mai esauditi, ed un presente con le sue voglie di fuga, i propositi suicidi abortiti, ed infine il nudo sollievo di esserci, ancora.

Alla fine del viaggio alla volta di Santiago, scorriamo un paesaggio musicale in cui la produzione affidata a mani nuove, quelle di Taketo Gohara, rispetto all’auto-produzione del passato, e la scelta di un ex convento dei Cappuccini in alternativa all’asettica sala prove, non sono state sufficienti a dare una freschezza nuova all’insieme. Il Brunori che sa passare da toni elegiaci a toni ironici e spensierati è ancora lì, ma probabilmente il cammino andava fatto a piedi; il taxi lo ha reso simile a tanti altri scenari e privo, salvo rari insight, di quegli scorci suggestivi che avevamo ritrovato altrove, in passato.

(23/02/2014)

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Federica Garozzo
Federica Garozzo

Responsabile di OUTsiders Catania.