Brokenspeakers – Fino al collo

Pubblicato il 2012/05/07 da
Scheda
Rispetto al genere
5.5


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
5.5


Voto
5.8

5.8/ 10

Lo trovi su
di Paolo Angeletti
recensione

Fino al collo è il secondo album ufficiale del collettivo Brokenspeakers, nonchè quello che sancisce la fine del progetto intrapreso 5 anni fa da Lucci, Coez e compagnia, che hanno annunciato di voler proseguire con i singoli progetti solisti.
Quello che non manca al gruppo è la grinta, la voglia di spaccare ogni base su cui si ritrovano a rappare e ogni palco sul quale si esibiscono, il risultato messo su disco è un album rabbioso, martellante, che incalza l’ascoltatore fino all’ultima traccia.
La tecnica dei singoli membri è generalmente elevata, con qualche defaillance di tanto in tanto e le basi si prestano bene all’idea del gruppo, quello che, in ultimo giudizio invece non entusiasma sono i contenuti dei testi.
Da È tranqua a La mia testa dura, gli spunti per dire cose interessanti ci sono, ma sono troppo spesso soffocati da manifestazioni di esibizionismo e banalità, purtroppo comuni alla scena rap, che tolgono molto a un lavoro altrimenti interessante e genuino.
I mezzi ci sono e gli spunti anche insomma ed è un peccato che i clichè li debbano svilire e svalutare.
Importanti le collaborazioni, che vedono Roma in pole position, dai Colle a Primo, ma senza poter dimenticare Don Kaos, ospite di lusso e garanzia dell’underground, collaborazioni che alzano il livello del disco e hanno il pregio di inserirsi tra le voci dei Brokenspeakers come facessero parte del collettivo, senza alcuna dissonanza.
Dodici tracce da cui emerge una voglia di farsi sentire particolarmente violenta, ma anche una non necessaria volontà di esibizione mal ereditata dal rap italiano. Una forte limitazione questa, che può essere in parte giustificata dalla natura di collettivo, che quasi per sua essenza sembra portare a pubblicazioni meno attente ai contenuti e più all’autocelebrazione, quantomeno stando ai precedenti italiani.
Un disco quindi, che staziona tra il bene e il male, nel quale gli spunti più interessanti faticano a trovare la propria strada in mezzo a tante cose già sentite, ma che, grazie alla buona tecnica dei partecipanti, riesce a non scadere malamente.


Commenta
Paolo Angeletti
Paolo Angeletti

Redattore. Studente di Sociologia all'università di Torino. Si occupa prevalentemente di cantautori italiani, folk e rap italiano. Contatti: paoloangeletti@outsidersmusica.it