Broken Bells – After the Disco

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
7.5


Voto
7.5

7.5/ 10

di Simone Picchi

Broken-BellsQuattro anni di attesa per il ritorno in pista del progetto Broken Bells, creatura figlia di James Mercer (leader e voce degli Shins) e Danger Mouse. Nato come uno dei tanti side-project del produttore afroamericano, con un grande album d’esordio è diventato qualcosa in più di un “progetto-passatempo”, soprattutto dopo il congelamento dell’esperienza Gnarls Barkley. Una collaborazione che ha dato i suoi frutti sin dal primo momento, con il cantante che si è rivelato prezioso anche in fase di scrittura, collaborando a creare un sound riconoscibile al primo ascolto.
Perfect World apre le danze con tastiere e ritmi incalzanti memori degli Editors più brillanti, in una salsa più pop rispetto alla band inglese. Torna a galla il trademark della band nelle confortanti After the Disco e Leave It Alone, spezzate tra loro dal brano Holding On For Life, un brano indie pop impreziosito da un ritornello funky e falsetti in pieno stile Bee Gees. Si continua con brani apparentemente senza mordente che anticipano l’ultima parte del disco dedicata alla verve più frizzante del duo, tra citazioni soul, r&b e strutture tipicamente anni ottanta, nella quale spiccano le corali Medicine e No Matter What You’re Told.
Sembravano esser passati troppi anni per bissare gli apici creativi dell’esordio, con la paura che gli impegni nelle produzioni Black Keys (vedi Danger Mouse) e l’ultimo album degli Shins (vedi James Mercer) andassero a togliere energia alla tabella di marcia dei Broken Bells. Fortunatamente l’originalità del duo non è stata scalfita, i due hanno ripercorso la strada tracciata, piantando qua e là nuovi spunti e nuove influenze. Ristabilendo le gerarchie di un genere non sempre capace di trovare nuove idee, dimostrano una volta di più di come sia possibile creare composizioni pop orecchiabili impreziosendole di piccole e grandi sfumature sonore dei generi più disparati, senza cadere in scelte facili e banali. Le campane rotte continuano ad essere un esempio di come è possibile fare bene all’infuori della propria band, se si ha voglia di farlo. Vero Phil Anselmo?

(09/02/2014)

Commenta
Simone Picchi

Studente di Scienze politiche a Messina, collaboratore recensore/reporter/intervistatore/factotum.