Bosso,Marsico,Minetto – Spiritual

Scheda
Rispetto al genere
9.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Mario Cascino

Sta per uscire un nuovo cd che vede protagnista il giovane e infaticabile virtuoso della tromba Fabrizio Bosso, un sorprendente Alberto Marsico all’organo Hammond e un raffinato e coinvolgente Alessandro Minetto alla batteria.

Spiritual è un lavoro impressionante.
Avvicinare il mondo del gospel all’hard bop – e quindi al blues – è un’impresa rischiosa, perché si tratta di unire il sacro al profano, il religioso all’ateo: e poco conta che si tratti sempre di BAM (Black American Music, ndr), perché proprio storicamente stiamo parlando di due universi contrapposti, antitetici. Tutto è nato dalla stessa comunità afroamericana, verissimo, dalla stessa meschina società razzista e, forse, dalla stessa primordiale esperienza sofferta del blues: ma se il gospel è stata l’espressione stessa della gioia di vivere ritrovata grazie alla fede e alla religione, il jazz delle origini invece ha rappresentato la sua nemesi umanistica, con al centro soltanto l’Uomo e la sua immensa capacità creativa e artistica, un uomo che non canta in Chiesa le proprie emozioni di fronte alla propria comunità e a Dio ma che suona innanzitutto per se stesso, per gli altri musicisti – neri – e di fronte a un pubblico di bianchi, spesso perdendosi nei vizi mondani dell’alcool e delle droghe, quando tutto andava bene.

Eppure, anche se non può che essere costituito da outsiders lontani da quel mondo sia nello spazio che nel tempo, il trio italiano – pardon, piemontese – si dimostra con Spiritual ricco di musicisti molto attenti e critici, assolutamente “insiders” per quanto riguarda la grammatica e la sintassi di entrambi i linguaggi musicali: forse ispirati dall’eredità di Gene Ammons, Max Roach, di quel bonaccione di Louis Armstrong e soprattutto dei Sacred Concerts di Duke Ellington, sono riusciti a capire, a ricordarci che musica sacra e jazz possono e devono interagire tra loro, perché non vi è nulla di più alto e al tempo stesso vicino allo spirito umano della musica suonata con passione. Forse questo album è il primo vero omaggio europeo all’idioma gospel, all’idea di soul, all’anima del blues afroamericano.

Attivi come trio già dal 2008, Bosso Marsico e Minetto possono vantare dei curricula impressionanti sia sulla scena nazionale che all’estero. Fabrizio Bosso, presentissimo sulla scena italiana con molte formazioni e collaborazioni differenti è già rinomato per le sue abilità tecniche e lo stile sia alla tromba che al flicorno e il suo nome ha accompagnato personalità come Enrico Pieranunzi, Renato Sellani, Dado Moroni, Sergio Cammariere, Mario Biondi, Paolo Fresu, solo per citarne alcuni tra i connazionali: ma questa è ordinaria amministrazione per chi si diploma al conservatorio a soli quindici anni.  Alberto Marsico non è da meno, anzi dimostra con questo disco di essere probabilmente il miglior hammondista in Italia con un tocco ritmico e sensuale e soprattutto con delle bass line sconvolgenti che farebbero invidia perfino a Furio Di Castri – e a onor della cronaca stiamo parlando di qualcuno che ha registrato e suonato tanto in America quanto nel Nord Europa al fianco di Ollie Nightingale, Barbara Carr, Tad Robinson, Kenny Burrell, o Jimmy Cobb. Sarebbe bello poter evitare l’ennesima lista di nomi almeno per presentare Alessandro Minetto, ma nel jazz ogni nome è anche un po’ coordinata geografica e punto di riferimento, quindi sapere che il nostro batterista alessandrino ha avuto a che fare con Bud Shank e Benny Golson è quantomeno sinonimo di grande qualità. Ma scommetto che con un pizzico di fortuna il sound così deciso e intenso del trio diventerà a sua volta punto di riferimento.

Una piccola nota riguardo alla produzione: il disco verrà rilasciato dalla giovanissima US Cooperativa per l’Arte, che vede impegnati al loro interno musicisti, manager e operatori del settore, tutti riuniti insieme. La filosofia che ha spinto i partecipanti è quella di creare una vera e propria factory che sia in grado di lavorare a 360° per la musica senza aver bisogno di sostegni esterni, e i membri non sono esattamente gli ultimi arrivati: lo stesso Bosso ne è parte integrante. Un esperimento promettente, da tenere d’occhio.

Nuove armonizzazioni jazzistiche travolgono e danno nuova vita a classici come Amazing Grace, Joshua Fit the Battle of Jericho and Amen che trasfigurano in veri e propri inni bop: eppure – e qui sta la magia realizzata dal trio – non si perde mai il potere evocativo e l’origine gospel e soul dei temi originali., anche se le strutture cambiano e si adattano alle esigenze di improvvisazione di Fabrizio Bosso, che tanto più sfoggia abilità tecniche quanto delicatezza e sentimento. Ci sono passaggi in cui Marsico dimostra di sapersela cavare egregiamente da solo senza l’ausilio delle percussioni in barba a James Taylor e compagnia, e momenti in cui il groove tra batteria e organo è così essenziale e travolgente da richiamare una spiritualità ancestrale, tribale. E nascoste tra le energiche Oh Happy Day e When the Saints Go Marchin’in si fanno notare due composizioni originali di Marsico, Lou e Mercy Train, veri e propri manifesti di come dovrebbe suonare un organ trio. Si tratta di un album semplice, gioioso e sincero, che vale davvero la pena di ascoltare.

Ora immaginate tutto questo impreziosito dall’impetuoso sax di Diego Borotti, un’altra delle gemme preziose del Jazz torinese, immaginate il salone buio della Maison Musique gremito di spettatori  estasiati e rigorosamente seduti sulle loro seggiole impazienti di applaudire, luci gentili ed eteree e musicisti che sul palco si divertono, si emozionano e fanno emozionare con la propria musica, e avrete un’idea del perché non dovreste mancare ai prossimi eventi di presentazione del disco, se disgraziatamente vi siete persi il concerto di giovedì scorso a Rivoli.

(22/01/2012)

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Mario Cascino
Mario Cascino

Redattore. Sound Engineer (studente presso SAE Institute Milano), regista e speaker radiofonico per RadioTrip.net (www.radiotrip.net) e RadioAttiva (radioattivarivoli.wordpress.com), bassista. Specializzato in jazz e rock.

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