Borghese – L’educazione delle Rockstar

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
6.0


Voto
7.3

7.3/ 10

di Simone Brunini

BorgheseDa quest’anno anche l’Italia può vantare un suo artista mascherato da proporre al panorama musicale: Borghese. Un ragazzo che decide di non mostrare un volto, ma di rappresentare con il suo aspetto una forte e chiara critica alla società in cui viviamo indossando i panni di uno pseudo uomo d’affari coperto da passa montagna ed armato di ventiquattrore e beretta d’ordinanza.

“L’educazione delle Rockstar” è il disco d’esordio del fresco cantautore nostrano, un album dai chiarissimi tratti indie-rock tendente spesso e volentieri all’elettronica. Composto da 11 tracce, già al primissimo ascolto pare piacevole, con contenuti assolutamente non banali e vivissimi tratti ironici colmi di grande critica. Le tematiche affrontate sono molteplici, dall’amore e la figura della donna come in “L’Odore”, passando per sesso, droga ed inadeguatezza. Tutti i brani hanno la giusta dose di cattiveria e rabbia, lasciando comunque trasparire una certa dose di positività. Non a caso lo definisco cantautore; è chiaro infatti l’ottimo valore e spessore dei testi, su tutte da segnalare “Cosa Hai da Guardare”, lo spaccato di una gioventù che sembra abbandonata a se stessa e la simpatica e geniale la trovata di “Luoghi in Comune”, dove tanti luoghi comuni diventano un mezzo per una cocente e chiara denuncia sullo stato attuale delle cose. E’ doveroso spendere due parole per la coraggiosa cover di Bella Ciao”, una rivisitazione in chiave ironica del popolare canto italiano con aggiornamenti all’odierno panorama politico-sociale. A chiudere questo primo album dell’eroe mascherato è “Preghiera di un Uomo Per Bene”, una dedica alla vicenda di Tortora che racchiude in se tutti i concetti esposti nei brani precedenti fungendo da ottima conclusione di un percorso che prosegue per l’intera durata dell’LP . Cosa si può aggiungere? Ben poco, alla fine lui dice tutto senza tanti fronzoli o filtri. Un disco veramente buono come detto e assolutamente da ascoltare, che può far sorridere e riflettere senza cadere mai in una eccessiva volgarità o banalità. Una rarità nel panorama italiano e sicuramente una bella novità.

(14/08/2013)

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Simone Brunini
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