Björk – Biophilia

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
6.0


Hype
7.0


Voto
6.3

6.3/ 10

di Matteo Monaco

Benvenuti nel Terzo Millennio. Come nei migliori sogni di semplificazione tecnologica, o (allo stesso modo) nelle distopie in cui una sola marca, partito e logo dominano la vita del pubblico e dei cittadini, liberandoli del peso della scelta con una proposta univoca ed esteticamente affascinante, la fusione è appena iniziata. Björk è tornata, a più di quattro anni dal controverso “Volta”, tagliando la tela fontaniana che ci divide dal futuro prossimo: “Biophilia”, in vendita dal 10 ottobre, è il primo “App Album” della storia, prodotto parzialmente su Ipad e distribuito in collaborazione con Apple, sottoforma di gioco/canzoni per gli utenti dello store di Cupertino. Un progetto che, citando l’autrice, “coinvolge musica, applicazioni, Internet, impianti e concerti”, destinato fin dalle origini a toccare le corde più contemporanee degli ascoltatori odierni.

http://youtu.be/h8IA0JZxViA

Il binomio musica-marketing non è affatto una novità, quanto invece sembra essere l’ultima fatica della quarantacinquenne islandese. Con il lancio del singolo “Cristalline”, prodotto in collaborazione con i 16bit, vincitori del DubstepForum Awards 2010, era già chiaro l’elemento di rottura con il passato. Già, perchè se da una parte non si era nuovi alle sperimentazioni della cantante, la sfuriata dubstep che chiude in crescendo la traccia è la scintilla che accende le ipotesi più suggestive. La “fuga” di “Mutual Core” è ancora più esplicita.

http://youtu.be/OLiYoQEh8d4

Ma partiamo da quel che rimane, della Björk di un tempo. Prima di tutto, l’arte nel creare “situazioni” sonore, sovrapponendo sottili echi di note alla peculiare inquietudine di una voce potente, che pare vestita di fragilità anche quando divampa nell’imperativo dell’emozione. Senza dimenticare l’attitudine a reinventarsi, aspetto che in “Biophilia” diventa tanto centrale da trasformarsi in uno spirito del tutto inedito. Proprio quello che ha alzato l’asticella delle ambizioni, portando gli intimismi in salsa folk degli anni ’90 al magniloquente teatro post-industiale di “Thunderbolt”.

http://youtu.be/xpSSTjwyRlk

Industriale come le fabbriche di Jobs, e come un ambiente futuribile, o già attuale, fatto di plastica e di religioni pubblicitarie. Così scivolano le dieci tracce di “Biophilia”, in un sapiente rimando di suggestioni tecnologiche e canti densi di umanità. Perchè è da qui che passa il rilancio di un talento come Björk: la sua voce, e la nostra di riflesso, resistono ad ogni epoca, con buona pace dei critici, e delle fantasie orwelliane.

(11/10/2011)

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Matteo Monaco

Fondatore e collaboratore permanente di OUTsiders. Scrivo per Tagli, dopo aver collaborato con Però Torino e Ondarock.

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