Beth Jeans Houghton & The Hooves Of Destiny – Yours Truly, Cellophane Nose

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
6.0


Voto
6.3

6.3/ 10

di Giorgio Albano

Da una inglese ventiduenne, bella, bionda, super – truccata ed ex?-ragazza di uno dei Red Hot Chili Peppers (Antony KIedis) ci si poteva davvero aspettare di tutto come album di esordio. Per la verità questo non è esattamente il primo lavoro del progetto chiamato Beth Jeans Houghton & The Hooves Of Destiny: infatti il gruppo aveva già pubblicato tre anni fa un Ep ,”Hot Toast Volume 1”, prettamente folk.  Da allora la formazione è rimasta la stessa ma i tempi e la casa discografica sono cambiati. “Yours Truly, Cellophane Nose” è stato prodotto dalla Mute Records è seguito da un produttore del calibro di Ben Hillier (tra gli altri Depeche mode e Blur). Questo cambiamento si può riscontrare facilmente anche sul versante musicale. Beth Jeans e i suoi risultano decisamente meno legati al folk più tradizionale, aprendo ad altre soluzioni ed a influenze di altri generi, tra gli altri soprattutto il pop. Coretti e  linee melodiche riportano il lavoro in una dimensione meno estrema e decisamente migliore ,almeno dal punto di vista prettamente commerciale. L’album non è quindi riservato al ristretto numero di persone amanti del folk ma risulta piacevole e  per nulla pesante anche per i non amanti del genere. Il disco comincia con “Sweet Tooth Bird” canzone che unisce ad un’anima folk tracce di indie-pop che chiariscono subito quale sarà il registro complessivo. L’album contiene, oltre a questa, altre undici tracce, tutte molto genuine e decisamente non preimpostate. Per farla breve il disco è senza dubbio originale e, anche per questo, molto scorrevole. Dopo ogni canzone  ci si chiede sempre come possa continuare un lavoro del genere. Passando alle pecche se ne devono evidenziare due. La prima è legata al diverso livello tra le prime sette tracce e le restanti. Il disco raggiunge proprio il suo picco con “Liliputt” ,settima traccia dell’album, per poi cadere lentamente su tracce più anonime e meno coinvolgenti. La seconda critica è legata alla scarsa capacità del disco di piacere ad un pubblico piuttosto ampio. Nonostante il sound sia decisamente più dolce rispetto agli Ep (come detto) sembra che il gruppo non abbia ancora trovato la formula adatta ad accordare il loro genere con i gusti dei più. Tuttavia, come detto, si notano già grandi miglioramenti rispetto al passato e non è escluso che nel prossimo lavoro Beth Jeans e i suoi Hooves of Destiny possano compire il salto di qualità che manca per affermarsi totalmente. Soprattutto calcolando che la voce di Beth  Jeans non è affatto comune è forse dovrebbe essere sfruttata ancora di più per raggiungere questo obiettivo.

(28/04/2012)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.