Bertrand Betsch: Le temps qu’il faut

Scheda
Rispetto al genere
6.5


Rispetto alla carriera
6.8


Hype
7.0


Voto
6.8

6.8/ 10

di Valerio Modica

Dal nostro corrispondente in Francia.

In Francia si sa, les mots nella musica hanno una rilevanza notevole, la chanson d‘author francaises ce lo insegna, ma l’artista di cui vi parlerò oggi va oltre, lui oltre che a essere un autore e compositore molto in gamba è anche uno scrittore (risale al 2008 il suo primo romanzo Elle dit ). Stiamo parlando di Bertrand Betsch, cantante francese nato nel 1970, divenuto abbastanza celebre alla fine degli anni 90′ con l ‘album La soupe à la grimace; peccato che dopo la sua prima tournée in Francia, Belgio, Svizzera e Spagna questo talentuoso paroliere perde la voce e sarà costretto a rimanere ai box fino al 2001, anno in cui esce Bbsides. Il suo lavoro più conosciuto e meglio accolto dalla critica è sicuramente Pas de bras, pas de chocolat. Sfortunatamente però, il povero Bertrand se la deve vedere nuovamente con i soliti problemi alle corde vocali i quali lo tormentano da tempo e ora rischiano seriamente di compromettergli la carriera; infatti nei suoi primi tre lavori le atmosfere sono opache e venate di una malinconia incurabile. Al suo ritorno alla musica nel 2007 con Le chaleur Humain, Betsch compie una svolta artistica ed emotiva, le sue canzoni sono più gioiose e leggere, i sui testi più romantici inneggiano alla vita.

Veniamo dunque ai giorni nostri, dove il talentuoso artista transalpino è finalmente uscito con il suo nuovo disco, Le temps qu’ il faut , il 10 di ottobre (anche se l’ album lo si può scaricare gratuitamente dal suo sito). La prima track dell’ album “Pour une chance” dovrebbe essere il singolo che si presta di più a essere passato per le radio francesi: quattro accordi molto comuni, una melodia azzeccata e un buon ingresso di chitarra a metà pezzo, invogliano l’ ascoltatore a scoprire le mille sfaccettature del mondo musicale di Betsch. Altri pezzi molto interessanti sono “Avance encore”, “Des jeurnes dan les arbres” e “ Je n’ ai pas eu le temps”.

Le melodie di questo album sono dolci e sincere e i testi contengono un messaggio immediato: Il tempo che passa.

Una chitarra acustica, poche note di pianoforte, un po’ di organo da camera, delle discrete percussioni e due voci sensuali (Betsch è accompagnato da Nathalie Guilmot), questa la ricetta di Le temps qu’ il faut.

(15/10/2011)

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Valerio Modica
Valerio Modica

Studente di cinema al DAMS di Torino,appassionato di musica suona sia il basso che la tastiera.

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