Beady Eye – BE

Scheda
Rispetto al genere
6.5


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
7.0


Voto
7.0

7/ 10

di Ilaria Del Boca

Abituati per vent’anni ai litigi dei due fratelli più famosi del britpop, Noel e Liam Gallagher, non parrebbe una novità che la rivalità sia rimasta aperta anche a distanza di quattro anni dallo scioglimento ufficiale degli Oasis. Nel 2011 sono entrambi tornati sulle scene con due progetti diversi, Noel con i Noel Gallagher’s High Flying Birds e Liam con i Beady Eye.
Mentre Noel, vincitore indiscusso di vendite e fortemente acclamato da parte della critica, dopo aver fatto una sonora pernacchia allo scapestrato fratellino, si è preso una pausa di riflessione per poter eguagliare al meglio il suo primo successo da solista, Liam non si è piegato alla sconfitta ed è tornato alla carica con un nuovo album.
BE è il titolo di questa seconda fatica che vede schierati oltre a Gem Archer, Andy Bell, Chris Sharrock e ovviamente Liam Gallagher anche Jay Mehler, bassista dei Kasabian e un produttore d’eccezione, Dave Sitek, meglio conosciuto come chitarrista dei TV on the Radio.
Il cambiamento parte proprio dall’ingresso in campo di una nuova squadra composta da elementi diversi, ma allineati sullo stesso fronte. L’impronta di Sitek è evidente e fin da subito si presenta come il vero artefice del ritorno in pista di Liam Gallagher come autore. Più concreto, più ispirato e ricco di immagini, BE ha certamente i suoi alti e bassi, ma ha anche la forza travolgente della rinascita. La standard edition raccoglie undici tracce, mentre la deluxe ne annovera quindici alle quali vanno poi ad aggiungersi due bonus track, Girls in Uniform e Evil Eye.

beady eye

Se a Different Gear, Still Spending mancava fondamentalmente il fattore novità, BE spicca per la sua struttura ciclica in cui si mescolano ingredienti molto diversi come in un grande calderone fumante. L’inizio è dei migliori con Flick of the Finger che, grazie ad una magia di fiati, evoca un’atmosfera solenne spezzata solo da una timbrica ben controllata – quella di Liam – e che si lega saldamente a stordimenti elettrici che troveremo anche in Second Bite of the Apple, la quale nonostante risenta di un’armonia più soul e morbida appare monotona, salvata in corner dalle sezioni del ritornello. A questo quadro si aggiungono la cupezza disincantata di Soul Love in cui possiamo riconoscere in tutto il suo splendore (o orrore, dipende dai gusti) la voce nasale di Liam, senza effetti di sorta e accompagnata da un lamento incessante, quello di fabbrica. Più incandescente è Face the Crowd, dalla ritmica pervasiva, dove emergono tra tutti le chitarre in assolo e le percussioni che viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda: i risultati sono veramente soddisfacenti. Meno convincenti sono Iz Rite e I’m Just Saying che scimmiottano alcuni pezzi più riusciti di Standing On The Shoulder Of Giants, mentre sono ben costruite tracce come Shine a Light che conservano un sapore orientale e un mantra in cui espandersi a dismisura o le nostalgiche Ballroom Figured e Start Anew in cui riecheggiano più lentamente due copie diverse di Sunday Morning Call, prive di ampliamenti vocali che forse sarebbero stati necessari. Don’t Brother Me, invece è una bella prova che Liam ha scritto per liberarsi dalle trasgressioni di una vita, quelle contro il fratello più bravo in tutto, molto spesso per questo temuto e odiato: i fan potranno vederci l’ennesima stoccata, ma Liam assicura che c’è molto amore in questa canzone, una sorta di rappacificazione.
La lunga strada che hanno intrapreso i Beady Eye, la formazione che non solo è nata dalle ceneri degli Oasis, ma anche dai detriti dei testi composti da Noel Gallagher, è ancora tutta in salita nonostante la svolta, ma le basi sono più solide rispetto al passato. In Casa Beady Eye si va creando un’identità lontana da quella che ha costituito il nucleo Liam-Noel, ma con i fratelli Gallagher bisogna stare sempre all’erta, sia mai che uno dei due saboti l’altro. Noi puntiamo tutto su Liam AKA la calma prima della tempesta.

(12/06/2013)

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Ilaria Del Boca
Ilaria Del Boca