Austra – Olympia

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.5


Voto
7.7

7.7/ 10

di Giorgio Albano

Il gruppo canadese, formatosi a Toronto nel 2009, ritorna in questo 2013 con un nuovo prodotto sempre in bilico tra l’indie e l’elettronica. “Olympia” è il secondo album in studio – dopo il loro esordio, “Feel it break”  uscito nel 2011. Questo lavoro non si discosta troppo rispetto al suo predecessore dal punto di vista dell’impostazione. Si riescono, invece, ad intuire subito dei miglioramenti non indifferenti, frutto soprattutto di una maturazione artistica in questi anni. Sempre presente e portante nella musica degli Austra è la voce dominante di Katie Stelmanis, leader e cantante del gruppo.  Il loro sound ricorda molto quello di gruppi come The XX o – ancora di più per via dell’ingente uso di synth – della loro compatriota Grimes. La differenza principale tra la musica dell’ autrice di “Vanessa” e gli Austra sta proprio nella voce delle due cantanti: Grimes gioca molto sulla leggerezza quasi magica della sua voce soave e fatata, Katie al contrario sprigiona una potenza ed una ritualità molto maggiori. Le linee melodiche proposte dagli Austra sono molto più simili a quelle di gruppi con cantanti  uomini dalla voce molto più bassa di lei: White Lies o addirittura i Depeche Mode, per esempio. Stupisce quanto un operazione del genere riesca bene agli Austra.
La voce,comunque acuta, non risulta affatto banale o fuori posto. I synth e le basi elettroniche in sottofondo contribuiscono a dare ritmo e vivacità alle tracce che altrimenti ,inevitabilmente visto il timbro usato da Katie, risulterebbero molto d’effetto ma anche statiche e fin troppo liturgiche. Il disco si apre con “What we done”, una delle canzoni più belle dell’album, che lascia intendere subito quale sarà il livello medio del disco e che fotografa perfettamente il discorso sulla voce di cui si parlava. È subito qui Katie arriva al suo limite, mantenendo un controllo impressionante e creando un effetto davvero particolare ed emozionante. Dopo un inizio più lento, con il proseguire delle tracce, sale sempre più di livello della componente strumentale, che si prende un posto sempre rilevante una traccia dopo l’altra . Tutto questo avviene in modo piuttosto graduale e sempre con un ottimo equilibrio tra le varie componenti. I synth sempre più ritmati fanno da contraltare alle linee melodiche portando avanti le tracce senza lasciare che esse diventino troppo pesanti e – alla lunga – noiose. “Paintful like” o “Home” , traccia uscita qualche mese fa per lanciare il disco, raggiungono proprio il culmine di questo climax. In definitiva il disco, che contiene dodici  tracce ed è prodotto dalla Paper bag per il Canada e dalla Domino records per il resto del mondo, risulta davvero ben fatto. Lo schema di base rimane sempre quello dell’indietronica, ma il disco non risulta affatto banale o ripetitivo. Anche il lavoro di post-produzione è eccellente e tutti i suoni risultano ben campionati e bilanciati. Davvero complimenti agli Austra perché il lavoro fatto è ottimo  (dimostrando anche una buona maturazione rispetto al lavoro precedente) e il loro futuro sembra davvero roseo.

(28/06/2013)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.