ArtemisiA – Stati Alterati Di Coscienza

Scheda
Rispetto al genere
6.5


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
7.0


Voto
6.7

6.7/ 10

di Luca Nasetti

607918_origColpi esplosi a metà, fucilate rimaste in canna o sparate a salve. Il botto c’è nel terzo album degli ArtemisiA , Stati alterati di coscienza, ma gli ottimi spunti di quello stoner rock distorto sembrano rimanere come in stato di preparazione per qualcosa di più esplosivo che invece si intravede solamente. La struttura dell’intero lavoro è ben congeniata, ma forse 4 minuti e mezzo circa a pezzo non rendono giustizia ai bei riff introduttivi ascoltati: viaggiano spediti con ottimi ritmi, dando l’impressione che stiano per raggiungere il picco, ma non accade. O almeno non sempre. I primi quattro brani dell’album vanno via e lasciano l’urlo in gola, strofe musicalmente e tecnicamente ben suonate, il ritornello scivola via invece in power chord senza che il ritmo ne benefici troppo. Il quinto pezzo Nel dipinto supera gli schemi dei precedenti e al momento del chorus le chitarre raggiungono il massimo del sound rendendo la linea melodica davvero interessante e coinvolgente. Stesso discorso per Corpi di pietra, la settima traccia, quattro minuti tenuti alla massima velocità dall’inizio alla fine e rispetto agli altri brani in questo è la voce ad andare dietro le chitarre e non il contrario, ovvero le canzoni sembrano troppo costruite per sostenere solo la linea melodica. Danno l’impressione di essere ingabbiate in un vestito bello ma forse troppo stretto. Il connubio del rock con una voce femminile sopra, comunque, conferma di essere la soluzione più affascinante per questo genere, Anna Ballarin non delude le attese e sfoggia un bellissimo timbro e una tecnica davvero convincente: di gran classe la sua interpretazione in Nel dipinto e Vanità. Con questo lavoro la band concentra i testi su miti, leggende e paure dell’autore espressi in un sound sicuramente azzeccato, dai colori cupi che si accendono quando il pezzo li richiede, pur rimanendo in attesa della scintilla che lo faccia esplodere davvero.

(26/02/2014)

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Luca Nasetti