Armando Corsi e Giua – Tre

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
9.0


Hype
7.0


Voto
8.0

8/ 10

di Eugenio Goria

Il nuovo lavoro di Armando Corsi e di Maria Pierantoni, in arte Giua, è ben più di due dischi: non c’è due senza tre come suggerisce il titolo dell’album. Tanta è la ricchezza di spunti, che in effetti qualunque tentativo di quantificarla sembrerebbe riduttivo. Tre è il primo disco di Corsi in cui Giua figura come coautrice e per la giovane cantante rappresenta un eccezionale punto di arrivo. Da essere un’allieva brillante, è passata a esibirsi sullo stesso palco del maestro, e infine a realizzare un disco in cui è cantante, chitarrista e autrice.

Tanti spunti dunque, che attraversano diversi continenti senza dimenticarsi uno spirito cantautoriale tutto italiano, visibile nella grande cura per i testi. Sono canzoni fresche e dirette quelle cantate da Giua, in cui il gusto per la rima e l’allitterazione costruisce una musicalità che non è mai pesante, e anzi, il suo pregio maggiore è proprio quello di un’immediatezza tutta melodica, in cui l’esperienza di Corsi sa benissimo quali spazi ritagliare per la chitarra e quali lasciare alla voce. Se Alma aveva reso onore a un unico genere musicale come il fado, Tre può essere a buon diritto considerato come un summa delle musiche del mondo in cui nasce l’ispirazione del loro autore: il pastiche di samba dal sapore vagamente manouche di Belem cede il passo a una Culla di giunco semplicemente sublime, in cui tra passaggi in minore e scale modali è veramente difficle dire se Corsi si è ispirato a questa o quella tradizione, o se ha semplicemente fatto propri dei linguaggi che sa sfruttare all’interno di uno stile personale riconoscibile e ben definito.

Il disco era stato anticipato a fine 2011 dall’uscita del singolo Totem e tabù, di freudiana memoria, in cui Corsi e Giua mostrano di saper gestire anche brani più facili, in cui la complessità strumentale sa rimanere a lato per fare spazio a una canzone ritmata e coinvolgente. Lo stesso vale per i due ottimi brani di apertura, Scatole cinesi e Gru di palude: soprattutto quest’ultima mostra una ricerca melodica veramente singolare, capace di emozionare con una voce eterea e sublime, con la sua semplicità solo apparente. Se il talento di Corsi non era una novità, per la prima volta vengono messe in mostra in maniera sistematica le qualità di Giua: è raro quando la stessa persona è un’autrice brillante, un’interprete impeccabile e una compositrice di alto livello. Si può dire che i suoi brani siano la grande sorpresa del disco: riescono a spezzare con un alito di freschezza quella sensazione di rigore accademico che si prova quando si sentono i dischi dei grandi interpreti per chitarra.

Sono i ritmi l’elemento che più si apprezza nel disco, arricchiti in alcuni brani dalla partecipazione del percussionista Marco Fadda,. Su tutti, Pop Corn èuno dei brani in cui meglio si può apprezzare questa fantasia ritmica, che è la migliore cura contro la monotonia, e rende ogni brano diverso dagli altri. Allo stesso modo Qui sul collo e sull’orecchioriprende ritmi e stilemi africani, come l’apporto delle “percussioni vocali”, suonate dai musicisti del Burundi ospitati nel brano; il testo è uno tra i migliori del disco. Cilegina sulla torta, le sei cover contenute nel secondo disco, che spaziano da Gardel e Bruno Lauzi passando per le filastrocche liguri care a Corsi. Certo, non è cosa facile interpretare un brano come I’ te vurria vasà senza fare nulla di scontato o già sentito, ma senza dubbio si può dire che ancora una volta, maestro e allieva ci sono riusciti.

Un ottimo disco dunque, ricco di suggestioni, adatto a giorni di sole e a giorni di pioggia, con la sua miriade di spunti, accenni e colori provenienti da ogni angolo del mondo, ma che trovano concretezza solo alla luce dell’esperienza della musica italiana e nella scuola del cantatutorato genovese.

(25/02/2012)

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Eugenio Goria
Eugenio Goria

Caporedattore. Scrivo di musica dal 2008 su riviste storiche come "Late for the sky" e "L'Isola". Nel 2010 sono entrato a far parte di Outsiders.