Archive – With Us Until You’re Dead

Scheda
Rispetto al genere
9.0


Rispetto alla carriera
9.0


Hype
9.0


Voto
9.0

9/ 10

di Redazione

Musica che viene da un’altra dimensione: antimateria che permea e completa l’animo umano completandone il suo spin. Non è solo la semplice colonna sonora di un film che altro non è che la vita: è la vita stessa descritta in musica. With us until you’re dead è uno degli album più attesi del 2012 e le prenotazioni online raggiungono già cifre a quattro zeri. Il genere è quello di un ambient d’avanguardia costruito con elementi d’elettronica non convenzionale fusi a quelli dell’orchestra classica, in architetture neo-progressive, dove si è ormai disciolto e omogeneizzato il trip hop che caratterizzava gli esordi e li avvicinava ai colleghi di Bristol Massive Attack e Portishead. Ora del trip hop, poco percepibile, è rimasta solo un’etichetta limitativa entro la quale l’industria inserisce il loro genere, ben più ampio e in realtà senza confini.

Il disco nel suo complesso è la continuazione di quella ricerca sonora che si era demarcata nel 2002 con You all look the same to me e aveva raggiunto il suo apice nel con Lights (2006) e Controlling Crowds (2009). Le musiche dall’incipit generalmente minimalista finiscono quasi sempre per sfociare in una ricchezza di suoni acquisiti secondo dopo secondo da un ampio complesso strumentale, risultato della cooperazione di un collettivo musicale di dodici artisti, di cui circa la metà compositori. Ciò che ne deriva è un sound intellettuale e popolare allo tempo stesso. L’amore, sotto velature malinconico-romantiche e un po’ dark è il soggetto principale della maggior parte dei testi, percepito come primum movens di ogni gesto, emozione, sentimento umano, capace di essere nello stesso tempo il principale elemento edonistico della vita ma anche la sua principale fonte di dolore e lutto. Inquietanti elementi industrial commisti a cupe atmosfere basate sul recupero di sonorità classiche come l’uso di archi compaiono in quest’album, come non erano mai apparsi in quelli precedenti, in tracce come Conflict e Silent. A contrapporsi, melodie delicate in cui albeggia appena la vena malinconica del gruppo come Stick in my heart e Rise. Tra i pezzi più riusciti Violently già edita il 2 Luglio in un EP (contenente anche Wiped Out, aggressivo inno di apertura del disco) e cantata dalla nuova quarta vocalist del collettivo: Holly Martin. Della canzone vi è anche un video dai toni oscuri diretto da Brian Cannon (grafico e regista degli Oasis). Se cerchiamo i pezzi più sperimentali e innovativi invece dobbiamo andare sull’eterea soul-rock psichedelica Twisting o sulla bellissima e inclassificabile Interlace. Il gruppo riesce a stupire nel sound anche in canzoni apparentemente tranquille e melodiche come la funky pop Hatchet e la soffusa e narcoinducente Calm now. Damage sembra uscita da Lights ed è per questo che forse è il pezzo che piacerà di più agli storici fans degli Archive. Un tale capolavoro non avrà che l’ansia intorno a sè di essere ascoltato dal vivo. I fans italiani avranno il piacere di ospitare sulla propria penisola il gruppo londinese in tre diverse occasioni: quest’autunno la band sarà presente a Treviso il 22, a Roma il 23 e a Milano il 24 Novembre. Le prevendite sono già iniziate, affrettatevi se siete con loro fino alla morte.

(24/08/2012)

Commenta
Redazione
Redazione