Animal Collective – Centipede Hz

Scheda
Rispetto al genere
6.5


Rispetto alla carriera
6.0


Hype
6.5


Voto
6.3

6.3/ 10

di Valerio Modica

Il nuovo album degli AC, Centipede Hz, è l’ ennesimo elogio della follia, anche perché parlare solo di psichedelia è riduttivo per la band di Baltimora. Nel gruppo torna Deakin, che aveva saltato le registrazioni e il tour di Merriwheater Post Pavillion. Centipede Hz è un ritorno alle radici più sperimentali, un disco che suona diverso ad ogni ascolto: molto rumoroso, frenetico e instabile, con ritmi forsennati. Le canzoni hanno un’ impostazione più rock, molto simili a quelle delle perfomance live, un’ondata di suoni che spingono verso l’interno di un labirinto dal quale è impossibile uscire. Non vi è una linearità, ma anzi si cerca di stordire l’ascoltatore bombardandolo di effetti (tra cui anche delle interferenze radio), miscelati ai ritmi più disparati, come ritmi raga, dall’ oscuro folk caucasico, o del rock latino fino a passare alla scuola finlandese di Kemialliset Ystävät. Le prime due tracce dell’ album, Moonjock e il singolo Today’s Supernatural, sono forse le migliori con le voci di Panda Bear e Avey Tare che stranamente risaltano a livello “melodico” rispetto agli altri pezzi, rischiando costantemente però di scivolare nella pazzia pura; terrificante e ipnotico il ritornello la-la-la di Today’s Supernatural.
Il viaggio degli Animal Collective rallenta ma non esaurisce i suoi effetti, infatti i brani Rosie Oh e Applesauce sono ricchi di coretti pop-beatlesiani anni ’60, ma ripieni di quell’ organo ansiogeno che sembra esplodere ad ogni nota, pronto per decimare ogni  sicurezza.
Stupenda è anche Wide Eyed nella quale ritroviamo un Deakin in forma smagliante, che canta sopra a una galoppata di synth elettronici magistrali.
Questa iperattività musicale continua, accresce l’ansia del ascoltatore, che ormai crede solo nell’incertezza interiore degli Animal Collective, i quali  cantano pure il loro “mal de vivre” con Tara, che in Monkeys Riches chiede ad alta voce: “come ho scritto questa canzone?” su un sottofondo di elettronica sconnessa e disorganizzata.
Amanita e Pulleys sono pezzi meno riusciti e il finale del disco non è cosi brillante come Brothersport.

Alla fine della giostra, Centipede Hz risulta un disco abbastanza indecifrabile, sicuramente di difficile ascolto. A molti potrebbe sembrare solo rumore, ad altri un interessante esperimento degli Animal Collective di catturare lo spirito e il massimalismo sonoro profuso negli album del passato, integrandolo con il sound del loro capolavoro Merriwheater; ad altri ancora potrebbe venire anche un gran mal di testa. Certo è che la sperimentazione e la psichedelia è la loro musica, ed è da questo concetto che parte il presupposto migliore per ascoltarli.

(05/09/2012)

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Valerio Modica
Valerio Modica

Studente di cinema al DAMS di Torino,appassionato di musica suona sia il basso che la tastiera.