Amadou & Mariam – Folila

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.5


Voto
7.3

7.3/ 10

di Davide Agazzi

Giunti al loro ottavo album, Amadou e Mariam, la coppia cieca più famosa del Mali, aveva voglia di sperimentare, di uscire dai confini della propria terra. Un presentimento già annunciato negli anni, dalle collaborazioni con Manu Chao (loro primo grande promotore) a quelle con Jovanotti e con Damon Albarn nel penultimo disco Welcome To Mali. Tanti, tantissimi ospiti per un disco che in realtà doveva essere un doppio, come spiega Marc-Antoine Moreau, storico manager del duo africano: ‘’ L’idea originale era fare due album: un disco crossover a New York, dove Amadou e Mariam hanno molti amici e conoscenti musicisti e un secondo lavoro più legato alle loro radici musicali, registrato a Bamako per lo più con musicisti africani e percussioni africane invece della batteria’’. Poi, in realtà, si è optato per una terza strada, ovvero fondere le due cose in un solo cd, mescolando le origini del Mali con i tanti artisti presenti. Dalla voce di Santigold all’indie rock di Adebimpe e Malone dei Tv On The Radio (già desertizzati in occasione del’uscita di Tassili dei Tinariwen), fino a Jake Shears degli Scissor Sisters, Nick Zinner degli Yeah Yeah Yeahs, Theophilus London, Amp Fiddler e soprattutto Bertrand Cantat dei Noir Desir, presente in quattro brani. Le influenze occidentali risuonano prepotenti all’interno di un disco che non può reggere il paragone con il bellissimo Welcome To Mali, ma che conferisce un’altra nota di merito ad Amadou Bagayoko e  Mariam Doumbia. Willy Kataso, secondo singolo estratto, è certamente una delle perle di questo Folila, che significa “musica” in bambara, la lingua tradizionale della loro regione. La collaborazione con i Tv On The Radio è solo il giusto sottofondo di un motivo acustico prettamente africano, trasformato in trance à la JuJu nell’african blues di Sans Toi. Poi è il rap dei neri d’America ad impadronirsi di Nebe Miri, lasciando il posto al vento francese di Cantat (Afrique Mon Afrique), tornato ormai sulle scene dopo la tragedia coniugale che gli era costata una condanna per omicidio di 8 anni. Il disco attraversa il Continente Nero, vola oltreoceano e risuona per tutto il mondo, confermando Amadou e Mariam come una delle certezze della World Music contemporanea.

(14/05/2012)

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Davide Agazzi
Davide Agazzi

Giornalista pubblicista, scrive per La Repubblica e perde il suo tempo ascoltando dischi che agli altri non piacciono. Appassionato di distorsioni psichedeliche, contaminazioni balcaniche e vecchiume affogato nel whisky.