All Else Failed – All Else Failed

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
6.0


Voto
6.8

6.8/ 10

di Alekos Capelli

Gli All Else Failed (citazione del primo album degli Zao, forse non a caso) sono un quintetto math-core americano, attivi da più di due lustri nel sottobosco indipendente HC. Fortunatamente per l’audience dai tempi del loro debutto A Most Bitter Season (1997), le cose sono parecchio cambiate, in termini di sound, spostando l’ago della bilancia da un metal-core piuttosto grezzo e dozzinale a una proposta stilistica ben più tecnica, cesellata e articolata. Il nuovo album omonimo del gruppo originari di Philadelphia, edito dall’attiva Thorp Records, è emblematico del loro nuovo corso, in cui confluiscono i migliori esempi delle sonorità indipendenti contemporanee, come Dillinger Escape Plan, Converge, Every Time I Die e i compianti Snapcase. La parola d’ordine degli All Else Failed è varietà, intesa come sinonimo di contaminazione, nella misura in cui queste dieci composizioni mostrano un ampio ventaglio di soluzioni stilistiche e interpretative, da furiosi frangenti quasi al limite del grind (Featherweight), a sezioni più composte e dark oriented, il tutto inserito in una comune cornice da manuale hardcore, fatta di ritmi sincopati e convulsi, dissonanze, stop & go carichi di groove (Burster), nelle quali è impossibile non notare un impressionante lavoro di basso. Compatti e concentrati, i cinque musicisti offrono performance strumentali precise e mai prolisse, anche quando si lasciano andare a sperimentazioni quasi sludge (Travis), sebbene il loro pane quotidiano rimanga per elezione la materia squisitamente math (A Most Bitter Season, Glory, The Last One). L’album, per quanto aggressivo e complesso, si lascia ascoltare con facilità, garantendo svariati momenti davvero interessanti. In un panorama di genere ultimamente abbastanza stantio e avaro di buone uscite, l’omonima proposta degli All Else Failed suona come una salutare boccata d’aria fresca, che riporta prepotentemente in auge il clima elettrico e intenso che caratterizzava i giorni di gloria delle sonorità math, un vero terremoto stilistico, le cui, scosse, fattesi ora meno imponenti, risultano pur sempre notevoli e degne d’attenzione.

(06/12/2012)

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Alekos Capelli
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