Äl Jawala – The Ride

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.2

7.2/ 10

di Davide Agazzi

Partito dalle strade di Friburgo, il pulmino radiofonico degli Al Jawala ferma la sua corsa nell’Est Europa per un discreto rifornimento di trombe, sassofoni ed innovazioni musicali. La fermata è “The Ride”, ultimo disco in studio del gruppo tedesco, capace di spaziare dai battiti balcanici al nuova dub a tinte mediorientali. Le influenze arabeggianti sono qualcosa di più di una semplice coincidenza, vista l’origine del nome di questa fanfara futuristica. Al Jawala significa “vagabondo” e non potrebbe essere diversamente. Cina, Giordania e Romania sono solo alcuni dei paesi dove hanno suonato recentemente, contribuendo ad arricchire un bagaglio musicale vastissimo. L’armonia balcanica degli Al Jawala non è certamente la musica delle tradizioni, degli ottoni e delle fanfare, ma neanche il becero pop in stile Manele dei tassisti di Bucarest. Il loro ghetto musicale si affaccia sui mercati della Turchia, mescolandosi con le danze della Grecia e le spiagge del Mar Nero. I due sax di Steffi Schimmer e Krischan Lukanow seguono il ritmo dei Balkan Beat Box di Kaplan e compagni, sorvolano l’Oceano per raggiungere suoni più esotici, dalla cumbia colombiana al raggae jamaicano.

Äl Jawala – Sima Romni from aljawala on Vimeo.

Sul sito ufficiale del gruppo troneggia la scritta “Blast your ghetto”, un motto, nato in una notte di Bucarest, direttamente dal quartiere zingaro della capitale. Non solo una frase fatta da dare in pasto ai media, ma anche e soprattutto l’ottava traccia delle dieci presenti. Dalla “Narodna International” di stampo slavo-balcanico, alle collaborazioni funky con il dj tedesco Flo Mega, si finisce coinvolti dal didgeridoo di Daniel Pellegrini, durante l’esecuzione di “Aire du Jawala”. Un bel calderone global-balcanico, capace di ricondurre i suoni di tutto il mondo sotto l’egida delle tradizioni.

(24/11/2011)

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Davide Agazzi
Davide Agazzi

Giornalista pubblicista, scrive per La Repubblica e perde il suo tempo ascoltando dischi che agli altri non piacciono. Appassionato di distorsioni psichedeliche, contaminazioni balcaniche e vecchiume affogato nel whisky.

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