[REVIEW] Actress – Ghettoville

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.2

7.2/ 10

di Manuel Polli

actress

Titoli di coda per Actress, al secolo Darren Cunningham, che con Ghettoville pone fine al progetto sotto questo moniker dopo una carriera che dal 2008 ad oggi ha saputo mantenere alta la qualità di tutte le sue produzioni e, questo va riconosciuto, senza mai ripetersi, sfoggiando anzi un ventaglio sonoro invidiabile e totalmente credibile.
Hazzyville, album d’esordio, si concentrava su beat e richiami deep-house marcatamente 90’s, Splazsh (2010) dimostrò come il producer londinese si trovasse a proprio agio non solo tra i beat caldi della house ma anche tra quelli più taglienti della techno o a quelli spezzati della dubstep. Il picco artistico viene raggiunto con R.I.P. (2010), lavoro che vede un’apertura a certi scenari I.D.M., senza peraltro snaturare un’identità musicale ormai consolidata a livello mondiale. Ghettoville, uscito su Werk Discs, è un disco che vive di sensazioni, emozioni e riflessioni sfuggenti, è un addio sofferto ma coraggioso che al contempo toglie qualsiasi tipo di riferimento o sicurezza, è, in altre parole, un addio a testa alta.
La lunghezza totale del lavoro potrebbe intimidire (si supera l’ora e un quarto) ma l’estetica aspra ed essenziale delle diciassette tracce nasconde un’anima tutt’altro che stanca, attentissima anzi a lasciarsi intravedere tra i sub-strati di caos che circondano l’iniziale cavalcata di Forgiven o tra i 4/4 che affiorano con orgoglio dalla polvere che avvolge Birdcage e Frontline.
Ogni traccia ha una storia da raccontare, Corner lo fa attraverso un hip hop destrutturato, Gray And Blue avvicinandosi ai deserti decadenti dei Boards Of Canada, Don’t “addirittura” ci parla con i suoi vocals sbilenchi. Tra gli episodi più riusciti senz’altro l’r’n’b sinistro di Rap, il mantra sintetico e Autechtreriano di Time e le micro-pulsazioni in odor di Villalobos di Image.
Ghettoville ha il duro compito di mettere la parola fine al solido progetto Actress e lo fa senza trucchi, senza ruffianate ma con la consueta classe ed onestà di sempre. Non a caso, Darren Cunningham è già tra i grandi della scena elettronica contemporanea.

(12/03/2014)

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Manuel Polli