A$ap Rocky – Long.Live.A$ap

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.5


Hype
9.0


Voto
8.5

8.5/ 10

di Lorenzo Li Veli

A$ap Rocky è senza dubbio una delle più interessanti scoperte dell’ultimo periodo di un rap game incredibilmente stagnante e privo di talenti capaci di spostare gli equilibri. Fortunatamente, lo stallo sembra essere solo un ricordo: il 2012 è stato l’anno di Kendrick Lamar, il 2013 si appresta per essere quello di A$ap. Per capire l’impatto devastante causato dal nativo di Harlem, basta osservare il guardaroba degli ultimi tempi di Kanye West, fashion icon fulminata dallo stile black & gold tutto pentacoli, un po’ pacchiano, esibito più volte da A$ap. Quanti cantanti, inoltre, potrebbero dare una palpatina al didietro di Rihanna senza passare dei guai, ma ottenendo solo l’invidia dei fan?A$ap
L’innegabile pregio di questo ragazzo newyorchese sta nell’aver introdotto uno stile completamente innovativo e unico, una fresca ventata di novità. Nonostante la zona di origine, ha attinto per il suo stile all’enorme bacino che solo Houston sa regalare: il flow lento e scandito, l’utilizzo del chopped&screwed (tecnica che consiste nel rallentare la musica fino a 60, 70 bpm) fino all’esasperazione, la ricerca estrema nelle pitchature, tutti elementi che fanno di A$ap un rapper mai visto sulla piazza. Il primo lavoro ufficiale, Live.Love.A$ap risale al 2011 e ha l’effetto di una bomba atomica: le atmosfere decadenti e cupe create da Clams Casino si fondono alla perfezione con il rappato di A$ap, che riesce a mascherare un’evidente mancanza di tecnica pura con una scarica di adrenalina e carisma. Ma del resto, si sa, il rap è bello anche per questo.
ASAP_Rocky-picLong.Live.A$ap è il suo disco d’esordio, che esce in un periodo morto come la metà di gennaio, dopo innumerevoli rinvii. In quest’album, riprende quanto di buono fatto in precedenza, e lo implementa con numerosi tocchi di genio, quasi a voler alzare l’asticella della difficoltà. Solo così si può spiegare l’eccentrica collaborazione con Skrillex, artista dubstep di enorme successo, in Wild for the night: una canzone che a primo impatto lascia straniti, ma che col passare degli ascolti scivola veloce senza intoppi, diventando una delle migliori. Il vero capolavoro del disco è l’introspettiva Phoenix, dove il flow cadenzato è accompagnato da una strepitosa, nella sua semplicità, base del maestro Danger Mouse. L’ammucchiata di mcs di 1 Train riunisce alcuni tra le più talentuose scoperte recenti della scena attuale (Joey Bada$$ è nato nel 1995!), regalando sei minuti di puro mordente galattico. Molti alti, pochissimi bassi (Ghetto Symphony avrebbe meritato ben altri featuring di Gunplay e A$ap Ferg), per un disco che riesce a rendere hit indimenticabili persino le canzoni meno impegnate ed elaborate (Fuckin Problems e Fashion Killa).
Con Long.Live.A$ap, Rocky dimostra di essere un artista con grande spirito critico e originalità, capace di captare la realtà che lo circonda, riuscendo a carpire il meglio e rielaborarlo secondo la sua visione. Un rapper carismatico, che è entrato nel rap game dalla porta principale, con l’intento di restarci a lungo.

(15/01/2013)

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Lorenzo Li Veli
Lorenzo Li Veli

Caporedattore e gestore della sezione black music. Studente della magistrale di Ingegneria Energetica @ Politecnico di Torino